Il Tirreno

«Noi siamo la parte lesa»

di Luca Centini
«Noi siamo la parte lesa»

Ferrari sul segretario imputato per truffa: è venuto meno il rapporto di fiducia

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PORTOFERRAIO. «Il rapporto fiduciario tra il sindaco e chi ricopre il ruolo di segretario e responsabile dell’anti corruzione è venuto meno. Per questo faremo tutti i passi per tutelare l’immagine del Comune e per difendere l’interesse dei cittadini».

Il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari ha atteso l’arrivo della comunicazione da parte della Procura sulla citazione a giudizio del segretario generale Michele Pinzuti, imputato per il reato di truffa aggravata, per prendere una posizione decisa su quanto sta accadendo all’amministrazione comunale e per svelare le mosse che la giunta compierà per salvarsi da una situazione quanto meno complicata. Il sindaco, già ieri mattina, ha trasmesso la notifica della Procura di Livorno all’Albo nazionale dei segretari comunali, che adesso dovrà valutare la situazione giudiziaria di Pinzuti e decidere se sospendere o meno il funzionario dal suo attuale incarico ricoperto a Portoferraio e - a scavalco - a Marciana Marina. Ad oggi Pinzuti ha la responsabilità di tutte le aree dirigenziali del Comune di Portoferraio.

«Un dispiacere enorme».

Teso, vista l’importanza della vicenda e la posta in palio per il suo Comune. Ma determinato ad andare avanti. Il sindaco Mario Ferrari ha tenuto, di certo, la sua conferenza più importante da quando è stato eletto sindaco a Portoferraio. La giunta, già in difficoltà per le vicende legate all’approvazione del conto consuntivo, si trova in mezzo alla grana del segretario generale, imputato per truffa aggravata, al termine di un’inchiesta avviata con un esposto dello stesso sindaco Mario Ferrari.

«Dopo molta insistenza e numerose richieste la Procura ha inviato la documentazione che permetterà a questa amministrazione di compiere i propri passi – ha esordito il sindaco Mario Ferrari – la notizia è pesante e il dispiacere enorme. La pubblica amministrazione dovrebbe fare gli interessi dei cittadini, ma a volte si compiono degli scivoloni. Non sono qui a condannare nessuno prima che la giustizia compia i suoi passi, ma faremo tutto quanto occorre per difendere il Comune e garantire il suo funzionamento».

La denuncia.

Ferrari ha chiarito come le indagini siano scattate da un suo esposto all’autorità giudiziaria. «Mi sono comportato come qualsiasi persona normale avrebbe fatto al mio posto – racconta – una volta ravvisata una situazione opaca, l’ho segnalata a chi di dovere». L’esposto del sindaco risale allo scorso gennaio. In questi mesi, durante i quali i rapporti con il segretario si sono sgretolati, il primo cittadino non ha reso pubblica la questione e non ha informato i suoi cittadini. «Avevo il dovere della segretezza – taglia corto Ferrari – c’erano delle indagini in corso. Ma avevo comunque informato la minoranza consiliare chiedendo riserbo vista la delicatezza della vicenda. Abbiamo fatto il nostro, la giunta mi è stata vicina. Ora spetta alla giustizia fare il suo corso».

Le mosse.

Il sindaco ha rivelato la sua prima mossa per provare a uscire dall’angolo amministrativo in cui la giunta si trova in queste ore, con Pinzuti ancora al suo posto nel suo ruolo amministrativo apicale. «Già stamani invieremo tutta la documentazione all’agenzia nazionale dei segretari comunali – ha spiegato Ferrari – spetta a questo organo la decisione sulla sospensione del segretario. Se non si opterà per una sospensione decideremo il da farsi. La letteratura in materia è al quanto scarna, ma stiamo valutando con il nostro legale se vi sono le possibilità per procedere comunque all’affidamento dell’incarico ad un’altra persona». I nodi, in ogni caso, dovranno sciogliersi in tempi rapidi, se non immediati. Questo perché il Comune di Portoferraio è alle prese con delle scadenze urgenti: su tutte il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi dell’ente. «La situazione è complessa ma ci muoviamo affinché tutto quello che viene prodotto dalla giunta sia portato a compimento – hanno spiegato Marini o Ferrari – siamo certi che il dirigente responsabile dei un’area, che sia Pinzuti o chiunque altro, non si sottrarrà alla firma».

Tutto in mano al segretario.

Il punto di vista del sindaco e della giunta, spiegato in conferenza stampa, è chiaro: la responsabilità di quanto contestato al segretario è individuale. E non coinvolge l’operato della giunta. Non è chiaro, tuttavia, il motivo per cui - ben dopo la denuncia del sindaco Ferrari – al segretario sia stata affidata la responsabilità di tutte le aree dirigenziali e, addirittura ad aprile – lo stesso funzionario sia stato inserito nel consiglio di amministrazione della partecipata Cosimo de’ Medici, nonostante non sia mai stato pubblicato il relativo decreto di nomina.

«Un conto è sospettare una condotta scorretta, un conto è avere la conferma di quanto sospettato – racconta Ferrari – ho aspettato di avere gli atti dalla Procura per muovermi. E, inoltre, c’era l’esigenza di non bloccare la macchina amministrativa con moltissimi problemi. Tutti gli incarichi affidati al segretario erano ad interim, temporanei e legittimi. Se lo rifarei? Non potevo muovermi senza avere in mano delle certezze. La Cosimo de’ Medici? Stiamo valutando anche questo dal punto di vista legale, per capire come procedere».

«Ci rialzeremo».

La mazzata, inutile dirlo. E il Comune è in difficoltà. Ma Mario Ferrari trova comunque il modo di allentare la tensione quando gli viene chiesto se questa giunta possiede la forza e l’entusiasmo per rialzare la testa. «Cito il “Ducetto” Elvio Diversi, per anni sindaco di Rio Marina – chiude Ferrari – diceva sempre che dal disordine nasce l’ordine. Spero che questa brutta vicenda, una volta superata, ci serva da stimolo per fare meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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