Sicurezza
Il paracadute per uscire dall'angolo
PORTOFERRAIO. Quando ci si getta dal paracadute c’è sempre, nonostante tutte le precauzioni del caso, un pur piccolo rischio che il paracadute non si apra. Il sindaco Mario Ferrari ha trovato un modo particolarmente efficace per spiegare l’equilibrio, quanto mai fragile, su cui si reggono le prossime mosse della sua giunta. La strada per uscire dall’angolo è ormai delineata: chiedere e ottenere la sospensione del segretario generale e, quindi, raccogliere i cocci di una macchina amministrativa in palese difficoltà, ormai paralizzata dai contrasti interni. Pinzuti, per il sindaco e la giunta, è ormai un nemico dichiarato: eventuali spiragli per una tregua sono solo dei miraggi, dopo la conferenza stampa di ieri.
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Ma un piano che si rispetti deve poggiare su delle certezze, mentre la strategia della giunta conta almeno tre vulnerabilità che solo nelle prossime ore capiremo se si riveleranno fatali.
La prima incertezza, se così si può chiamare, non riguarda più direttamente la giunta guidata dal sindaco, bensì è in capo all’Albo nazionale dei segretari comunali. Sarà questo organo a dover valutare dal punto di vista disciplinare la condotta del segretario. A dover decidere, sulla base della citazione a giudizio per il reato di truffa aggravata, sulla sua sospensione. Ma la decisione, qualunque essa sia, si dovrà intrecciare in modo fluido - ecco la seconda vulnerabilità - con tutte le altre emergenze, scadenze e partite aperte che l’amministrazione comunale si trova a condurre. La giunta Ferrari deve ancora approvare - spera di poterlo fare nei prossimi giorni - il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, obbligatorio per legge. Il ritardo espone già l’ente al rischio di commissariamento. A ciò si aggiungono i dubbi sull’iter dell’approvazione del consuntivo, con la minoranza che ha consegnato un esposto nella mani del Prefetto.
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Altri contrasti negli uffici, firme mancate e ritardi rischierebbero davvero di dare il colpo finale alla giunta. Una giunta che - terzo punto debole - è in netta difficoltà anche dal punto di vista politico. Il sindaco ha rivendicato di esser stato lui stesso ad aver denunciato il segretario, una volta ravvisata una condotta sospetta. Ma non ha spiegato in modo altrettanto convincente il motivo per cui, pur dopo la denuncia, lo stesso segretario sia stato posto al vertice di tutte le aree dirigenziali e - addirittura ad aprile - inserito nel cda della partecipata di punta del Comune. Un paradosso che in queste ore si è trasformato in una morsa asfissiante. E liberarsi non è affatto scontato.
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