Toscana
Autrice di romanzi e tra le fondatrici dei “girotondini”
PIOMBINO. Il suo secondo romanzo, “Gli ultimi figli”, era ambientato a Piombino e in Val di Cornia e raccontava le vicende di tre generazioni insieme al passaggio e ai conflitti tra l’antico e il...
PIOMBINO. Il suo secondo romanzo, “Gli ultimi figli”, era ambientato a Piombino e in Val di Cornia e raccontava le vicende di tre generazioni insieme al passaggio e ai conflitti tra l’antico e il moderno, la campagna e la fabbrica. Silvia Bonucci era legatissima a queste terre. Nata a Monza, la madre è francese e il padre (che lavorava nell’importazione-esportazione dell’acciaio) era di Riotorto. Ogni anno la piccola Silvia, sin da quando aveva sei mesi, veniva a trascorrere le vacanze dai nonni paterni, a Riotorto appunto. E andava al mare sulle spiagge della Costa est, da Mortelliccio a Perelli.
Ha continuato a farlo a maggior ragione quando la madre si è trasferita a Riotorto, in località Prunicci.
Silvia era laureata in lingue a Parigi all’Università della Sorbona e dal 1988 viveva a Roma dove lavorava come traduttrice, principalmente nel campo del cinema e dell’arte.
Nel 2002 è stata tra le fondatrici del movimento “Girotondi per la democrazia”, formatosi per protestare contro l’allora governo Berlusconi.
Nel 2003 esordì nella letteratura con il romanzo “Voci d’un tempo”, che vinse il premio Regium Julii e il premio Zerilli Marimò, poi tradotto in Francia e negli Stati Uniti. Nel 2006 il suo secondo romanzo, “Gli ultimi figli” e, nel 2011, “Distanza di fuga”, un romanzo ambientato a Genova che narra il dolore di una ragazza il cui padre fu ucciso alla fine degli anni 70 dalle Brigate rosse.
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