Il Tirreno

Piombino, uccisa dall'auto che sorpassa il pullman

Alessandro De Gregorio
La Opel Astra e la Fiat Punto dopo l'impatto (foto Pabar)
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La Opel Astra e la Fiat Punto dopo l'impatto (foto Pabar)

Tragedia sulla strada al bivio per Riva verde. L'automobilista ha sorpassato un pullman e ha centrato in pieno una Punto: morta sul colpo la conducente di quest'ultima, grave la madre, deceduto anche il cagnolino

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PIOMBINO. Sulla Geodetica, in fila indiana provenienti da Riotorto: una Fiat Punto seguita da un pullman di linea della Tiemme e da un’Opel Astra. Il pullman rallenta per consentire alla Punto di svoltare a sinistra. L’Opel lo sorpassa in quell’istante e si trova davanti la fiancata sinistra della Punto. La prende in pieno, sfondandola. Morta la conducente, grave la madre, morto il cane. Illeso ma sotto choc il conducente della Opel. L’incidente è avvenuto alle 13,30 di giovedì 28 sulla Geodetica, all’altezza del bivio per Riva verde e questa ricostruzione è ritenuta, al momento, la più plausibile.

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La vittima era una nota scrittrice di 51 anni, Silvia Bonucci, in questi giorni a Riotorto dove vive la madre, Marguerite Marie Helene Jonas, 78 anni. Le due donne stavano andando al mare con il loro cagnolino, un barboncino. La figlia era al volante della Punto bianca. Partita da Riotorto e giunta pochi minuti dopo al bivio, la donna ha messo la freccia per girare a sinistra. Dietro di lei, l’autista del pullman ha frenato, in attesa della manovra. Dietro ancora, la Opel Astra bianca condotta da Gianni Frullani (operaio Lucchini, 47 anni, di Gavorrano). L’uomo forse ha pensato che il bus avesse semplicemente rallentato per il traffico. Così lo ha sorpassato. In quel momento la Punto era già di traverso e stava per imboccare la via del mare. E’ stata centrata. Le due auto dopo il colpo sono finite a una decina di metri di distanza, in mezzo alla carreggiata, fumanti e semidistrutte.

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Sia Frullani che l’autista del pullman sono scesi, si sono fermati altri automobilisti. Il 118 ha inviato sul posto le ambulanze della Croce rossa di Venturina e della Pubblica assistenza di Piombino, sono accorsi i vigili del fuoco, la polizia municipale, le volanti del commissariato, i carabinieri. Silvia Bonucci era già morta. Così come il cagnolino, estratto dall’auto e avvolto con un telo. La madre della scrittrice, gravissima, è stata caricata sull’elicottero Pegaso e portata all’ospedale di Siena. La strada è stata chiusa sia a nord che a sud per consentire i soccorsi e i rilievi. I vigili hanno ascoltato alcune testimonianze, compresa quella dell’autista del bus.

Frullani è stato accompagnato al pronto soccorso, medicato e dimesso. In precedenza, i vigili lo hanno sottoposto all’alcoltest che ha dato esame negativo. Gli è stata ritirata la patente, entrambe le auto sono state poste sotto sequestro. Il medico legale Sandro Barbieri ha eseguito un esame esterno. Con ogni probabilità il magistrato di turno, il sostituto Giuseppe Rizzo, non disporrà l’autopsia. La salma di Silvia Bonucci, trasferita all’obitorio del cimitero di via Gori, resta comunque a disposizione dell’autorità giudiziaria. In serata è stato avvisato il fratello, che vive in Francia e che è atteso a Piombino. Spetterà a lui il riconoscimento ufficiale.

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LA VITTIMA SILVIA BONUCCI: autrice di romanzi e tra le fondatrici dei “girotondini”


Il suo secondo romanzo, “Gli ultimi figli”, era ambientato a Piombino e in Val di Cornia e raccontava le vicende di tre generazioni insieme al passaggio e ai conflitti tra l’antico e il moderno, la campagna e la fabbrica. Silvia Bonucci era legatissima a queste terre. Nata a Monza, la madre è francese e il padre (che lavorava nell’importazione-esportazione dell’acciaio) era di Riotorto. Ogni anno la piccola Silvia, sin da quando aveva sei mesi, veniva a trascorrere le vacanze dai nonni paterni, a Riotorto appunto. E andava al mare sulle spiagge della Costa est, da Mortelliccio a Perelli.
Ha continuato a farlo a maggior ragione quando la madre si è trasferita a Riotorto, in località Prunicci.
Silvia era laureata in lingue a Parigi all’Università della Sorbona e dal 1988 viveva a Roma dove lavorava come traduttrice, principalmente nel campo del cinema e dell’arte.
Nel 2002 è stata tra le fondatrici del movimento “Girotondi per la democrazia”, formatosi per protestare contro l’allora governo Berlusconi.
Nel 2003 esordì nella letteratura con il romanzo “Voci d’un tempo”, che vinse il premio Regium Julii e il premio Zerilli Marimò, poi tradotto in Francia e negli Stati Uniti. Nel 2006 il suo secondo romanzo, “Gli ultimi figli” e, nel 2011, “Distanza di fuga”, un romanzo ambientato a Genova che narra il dolore di una ragazza il cui padre fu ucciso alla fine degli anni 70 dalle Brigate rosse.



 

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