«Faremo il possibile per chiudere al meglio»
I sindacati chiedono un aiuto al governo: non si può perdere un investimento del genere
PIOMBINO. «Le parti sono ancora distanti per arrivare a una chiusura. Tutto è rimandato a giovedì, sperando che anche con la mediazione del governo si arrivi finalmente alla conclusione dell’accordo». Parole di Lorenzo Fusco, coordinatore delle rsu Uilm alla Lucchini, al termine dell’incontro di ieri pomeriggio tra Cevital e sindacati, in cui si è registrata una nuova sospensione del confronto.
«L’azienda ha annunciato che domani è l’ultima occasione – ha proseguito Fusco – il sindacato deve fare il possibile per evitare di rompere una trattativa che rappresenta uno degli investimenti più importanti nel nostro Paese degli ultimi anni».
Il segretario della Fiom, Luciano Gabrielli, assicura che «il sindacato farà il possibile per non mettere a rischio un investimento da 700 milioni. Ora ci attendiamo risposte anche dal Governo, ricordando che la società algerina ha annunciato un investimento di questa importanza senza un euro di aiuti dallo Stato».
Per Fausto Fagioli, segretario della Fim, «tutte le parti in campo hanno una grossa responsabilità di fronte a un progetto del genere, un risultato va portato a casa ma obiettivamente le posizioni al momento sono ancora troppo distanti. Conto che a questo punto il Governo dia un contributo per avvicinare le parti e dia risposte concrete all’azienda per consentirle di abbassare i costi di un investimento già così important»e.
«Il confronto con Cevital prosegue nella giusta direzione, e ci auguriamo che nella riunione di giovedì si possa mettere a frutto quanto fatto fino a oggi». Lo ha detto il segretario confederale dell’Ugl, Ermenegildo Rossi, uno dei più ottimisti al termine dell’incontro al Mise sul futuro della ex Lucchini, al quale ha partecipato anche il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Paolo Di Giovine.
«La riunione - spiega Del Giovine - è stato aggiornata a giovedì per consentire un’ulteriore riflessione sui punti discussi oggi. Ci auguriamo che si possa arrivare presto ad una quadra, gettando così le basi per il rilancio delle acciaierie di Piombino, un sito storico della nostra industria pesante».
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