Sicurezza
Cevital, braccio di ferro sugli scatti
Simoncini: «Posizioni ancora distanti, ma ho fiducia». Oggi riprende la trattativa, in cerca di un compromesso per firmare l’intesa
PIOMBINO. Arriva una frenata nella trattativa tra Cevital e sindacati, con una nuova sospensione dopo un paio d’ore di trattative e il rinvio a oggi pomeriggio di un’altra riunione al ministero dello Sviluppo economico: Farid Tidjani, amministratore delegato della società algerina, ha definito il confronto odierno «l’ultima occasione» per arrivare a una conclusione positiva della vicenda.
L’assessore regionale Gianfranco Simoncini, che col sindaco Massimo Giuliani ha partecipato a tutte le riunioni di questi giorni, sdrammatizza: «Nei momenti decisivi – sostiene – c’è sempre un po’ di tensione. Ho fiducia che quello di giovedì sia l’appuntamento finale, c’è una distanza tra le posizioni ma non amplissima».
Sono invece i sindacati a definire ancora lontane le posizioni tra le parti, tanto da chiedere un intervento di mediazione al governo.
La sospensione di martedì pomeriggio era avvenuta con una proposta di Fim, Fiom e Uilm che sembrava poter condurre a un accordo, basata sul mantenimento dell’anzianità di servizio con una moratoria negli avanzamenti degli scatti al 2017. Ieri pomeriggio invece l’azienda ha presentato una controproposta che il sindacato ha definito “irricevibile”, e che secondo fonti qualificate sarebbe consistita in un taglio del 30 per cento del valore economico degli scatti.
Gli scatti dunque sono diventati come previsto il baluardo individuato dai sindacati per accettare un accordo dignitoso dal punto di vista salariale, soprattutto per il fatto che andrebbero a tutti i dipendenti. Resterebbero fuori dal confronto i superminimi (tema storicamente escluso dagli accordi sindacali alle acciaierie, che interessa circa 400 lavoratori tra quadri, impiegati e capireparto) e le maggiorazioni, su cui c’è un gap del 12,5 per cento rispetto ai vecchi accordi, mentre sui premi ci sarebbe il tentativo di congelarli per ridiscuterli nel 2017.
La distanza tra le parti quindi starebbe in quel 30 per cento sugli scatti, che certo ha un peso economico per la società, ma a cui il sindacato ritiene di non poter rinunciare per non asciugare ulteriormente buste paga di lavoratori che vengono da anni di disagi, e attesi da un periodo che comunque sarà segnato dagli ammortizzatori sociali.
Proprio questo è uno dei temi che fa parte invece del confronto aperto tra Cevital e Governo. Per cassa integrazione e solidarietà infatti sono in arrivo novità importanti, che verranno inserite in un decreto atteso per la fine di agosto. C’è l’impegno del Governo all’inserimento di una clausola di salvaguardia per le aziende che firmeranno accordi prima di quella data, per evitare un pasticcio sullo stile della legge Fornero, ma Cevital vorrebbe più certezze in questo senso.
Sulle questioni dell’energia sembra che invece il percorso individuato dall’esecutivo per equiparare i costi delle aziende siderurgiche sia condiviso da Cevital, anche se potrà produrre i suoi effetti solo dal 2016-2017, quando però in realtà sarà davvero importante, essendo a quel punto in funzione – secondo i piani – il primo forno elettrico. Risultati positivi sarebbero emersi anche dal tavolo di ieri pomeriggio sull’ambiente e gli interventi di bonifica.
Insomma, se il confronto sindacale ha vissuto un’altra sospensione, gli algerini hanno continuato a lavorare sugli altri fronti aperti, a testimonianza della volontà di Cevital di chiudere la partita.
«Auspichiamo che in questa fase molto delicata si possa giungere a un’intesa – dice il sindaco Massimo Giuliani – ricercando un punto d’incontro che al momento appare faticoso, ma che sarà il mattone che farà ripartire la città. Giovedì comunque è il giorno decisivo, serve un piccolo sforzo da entrambe le parti».
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