Sicurezza
Portoferraio, un Comune in stallo permanente
Un anno e un giorno. Il 26 maggio 2014 Mario Ferrari, raggiante con la bottiglia di spumante in mano, è davanti al municipio a festeggiare l’elezione a sindaco di Portoferraio, la città tornata al centrodestra dopo i dieci anni di Roberto Peria. In fondo sono passati solo 366 giorni, eppure il ricordo di quell’immagine è come svanito, dopo gli ultimi consigli comunali avari di sorrisi, i fiumi di polemiche con la minoranza e i contrasti all’interno degli stessi uffici comunali che, di fatto, stanno ponendo sempre più in bilico l’amministrazione.
Il 27 maggio del 2015 la giunta è in palese difficoltà, progressivamente straziata dai contrasti interni alla macchina amministrativa: prima con i dirigenti che poi sono stati rimossi, quindi col segretario generale che ha assunto gli incarichi lasciati scoperti. Uno stallo permanente, che ha portato la nuova giunta - come paralizzata - a concentrare lo sguardo sul funzionamento dell’apparato burocratico, ponendo i progetti e la politica in secondo piano. Troppo impegno, insomma, a far quadrare equilibri sempre più precari, per non perdere l’entusiasmo di inizio mandato e per non farlo perdere ai cittadini. Così è successo che, tra firme mancate e bracci di ferro negli uffici, un Comune virtuoso dal punto di vista finanziario si trovi sul filo – anzi oltre – delle regole.
Il consuntivo è stato approvato in un clima da guerra fredda, ma il riaccertamento dei residui attivi e passivi - obbligatorio per legge - no. Un anno fa parole come commissariamento e scioglimento del Consiglio avrebbero fatto sorridere. Oggi, 27 maggio 2015, da ridere c’è ben poco: l’amministrazione è nell’angolo ed è chiamata a un gesto d’orgoglio, una reazione. Sperando sempre che il Prefetto non spenga sul nascere i buoni propositi.
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