Il Tirreno

La maggioranza fiduciosa: «Non siamo a fine corsa»

Roberto Marini e Mario Ferrari
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Roberto Marini e Mario Ferrari

Il vice sindaco Marini sull’ipotesi di scioglimento del consiglio: «Solo allarmismo». Ma la minoranza rincara la dose: «Irregolarità chiare, ora aspettiamo il Prefetto»

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PORTOFERRAIO. I conti sono in ordine. Anzi in salute, dal momento che il conto consuntivo del 2014 si è chiuso con un avanzo di amministrazione di oltre un milione. Eppure, da giorni, a Portoferraio non si fa altro che parlare di scadenze, bilanci, procedure e sanzioni. E sul Comune si sono addensate persino le nubi del commissariamento e dello scioglimento del consiglio comunale.

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Il motivo sta nella mancata approvazione del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi dell’ente, divenuto obbligatorio per legge da quest’anno. Ma non solo. La minoranza consiliare ha inviato una richiesta di verifica urgente alla Prefettura di Livorno, contestando vizi procedurali, carenze nella documentazione e presunte irregolarità relative all’iter che ha portato all’approvazione del consuntivo 2014.

L’amministrazione sta vivendo, dunque, una fase molto delicata: i gravi problemi che da mesi si stanno palesando nei rapporti tra la giunta e la dirigenza, nella figura del segretario generale Pinzuti, stanno avendo delle ricadute serie nei termini di operatività dell’ente. Così il riaccertamento straordinario, che avrebbe dovuto essere approvato in modo contestuale al via libera al consuntivo, è ancora in attesa di essere completatro. E, stando al decreto legislativo 126/14 che introduce la nuova contabilità armonizzata, il rischio concreto è quello dell’avvio delle procedure di scioglimento del consiglio comunale. A meno di proroghe, di cui si sta discutendo a livello nazionali, viste le difficoltà comuni a un numero cospicuo di amministrazioni comunali.

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La giunta fiduciosa. «Stiamo lavorando concretamente al completamento della procedura di riaccertamento dei residui, stiamo perfezionando il dato contabile e nel giro di una settimana il Comune chiuderà questa partita». È il vice sindaco Roberto Marini a spiegare la posizione dell’amministrazione Ferrari, alla luce degli ultimi accadimenti riguardanti l’approvazione del conto consuntivo e del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi. Marini considera esagerato l’allarmismo della minoranza e non accetta che l’amministrazione sia considerata una “pecora nera” per il ritardo nella procedura di riaccertamento.

«Ci sono migliaia di Comuni che non hanno ancora approvato neanche il conto consuntivo e hanno ricevuto lettere di intimazione da parte delle prefetture. Noi il conto consuntivo lo abbiamo approvato in tempo utile e, ad oggi, non siamo stati messi in mora da nessuno». L’amministrazione aveva deciso di spostare al 20 maggio (utilizzando i venti giorni di comporto) l’approvazione in consiglio del conto consuntivo, in modo da perfezionare il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi. Ma, nonostante lo slittamento dei tempi, la procedura non è stata chiusa.

«La minoranza ha chiesto una verifica sulle carenze relative all’approvazione del consuntivo? Si tratta di un attacco strumentale – dice Marini – e comunque sotto questo aspetto ci sentiamo al riparo».
Aspettiamo il Prefetto. La tranquillità della maggioranza non viene ricambiata tra i consiglieri dell’opposizione che, lunedì, hanno inviato alla Prefettura una verifica urgente, relativa sia alla procedura di riaccertamento, sia all’iter che ha portato all’approvazione del consuntivo. «Per me le irregolarità sono talmente palesi e pubbliche – spiega Alessia Del Torto, consigliera di Cambiare in Comune – da meritare, una volta segnalate, una riposta dal Prefetto. Per questo stiamo aspettando la valutazione del Prefetto stesso. E se anche il Comune riuscisse a portare a termine il percorso di riaccertamento dei residui attivi e passivi, resterebbero le irregolarità legate al consuntivo, emerse nei consigli del 28 aprile e del 20 maggio». Un commissariamento dell’ente comporterebbe, oltre alla caduta dell’amministrazione Ferrari, ripercussioni per i cittadini. Il commissario gestirebbe l’ordinaria amministrazione fino a delle nuove elezioni: uno scenario che la maggioranza tende a scongiurare. «Ma il dramma i cittadini lo stanno già vivendo – aggiunge Del Torto – abbiamo un paese morto e un’amministrazione paralaizzata».

La politica nel cassetto. «Mai avrei pensato di dover compiere questo tipo di opposizione, dove la battaglia sulle idee e sui programmi non si può fare, dal momento che non ci sono né idee né programmi». È un giudizio duro quello che dà Cosetta Pellegrini, capogruppo della minoranza Pd in consiglio comunale. «Non è escluso che possa esservi un dilazionamento dei tempi per il riaccertamento (è in atto una discussione in consiglio dei ministri per andare incontro alle amministrazioni ritardatarie ndr), ma anche sull’approvazione del consuntivo permangono dei fortissimi dubbi. Il nostro ricorso si fonda anche su questo». Pellegrini teme il commissariamento dell’ente che creerebbe per la città un vuoto politico, ma «va detto - spiega – che in questo anno non si è fatto niente. E la politica è sprofondata con discussioni sui vizi delle procedure, pareri mancanti nelle delibere e problemi irrisolti nel personale che hanno immobilizzato l’amministrazione. Così non si può andare avanti, per questo stiamo valutando se presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco».

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