Il Tirreno

Accordo a un passo tra Cevital e sindacati

di Cristiano Lozito
Accordo a un passo tra Cevital e sindacati

Ok di Fim, Fiom e Uilm al Piano industriale. Intesa possibile sugli scatti, stamani riprende il confronto. Simoncini: «C’è la volontà di firmare»

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PIOMBINO. L’accordo tra sindacati e Cevital è a un passo: ieri il sindacato ha dato l’ok al Piano industriale, poi si è passati alla trattativa sugli integrativi, sospesa intorno alle 18 dopo oltre tre ore, con le parti che si sono date appuntamento per la ripresa del confronto stamani alle 10,30.

Una pausa legata alla necessità di fare le ultime riflessioni su una proposta, frutto di una mediazione, messa a punto da Giampietro Castano, responsabile dell’unità gestione vertenze del ministero dello Sviluppo economico, che sarà al centro dell’ipotesi di accordo.

La sensazione di essere al traguardo è stata confermata a tarda sera da un tweet dell’assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, che ha espresso la comune «volontà di firmare».

Fim, Fiom e Uilm si sono limitate alla diffusione di un breve comunicato, per spiegare che sul Piano industriale «dopo i chiarimenti tecnici su energia, ambiente, approvvigionamenti, rottame, il giudizio è positivo. Rimangono da chiarire ancora alcuni aspetti sugli ammortizzatori sociali – prosegue la nota unitaria – e si è aperta una riunione ristretta sulla contrattazione sindacale che riprenderà domattina (oggi per chi legge ndr) al Mise». Sempre al Mise, ma nel pomeriggio, sono convocati due tavoli tecnici sulle questioni del prezzo dell’energia e delle bonifiche.

In assenza di dichiarazioni ufficiali, varie indiscrezioni fanno ritenere che i sindacati alla fine abbiano ottenuto la conferma degli scatti d’anzianità, considerata questione imprescindibile per un accordo dignitoso, insieme a cassa mutua a mensa.

Oggi dunque lo schema finale del verbale d’accordo dirà se, come ci si attendeva alla vigilia, altri istituti come maggiorazioni e premi sono stati congelati fissando una data per il loro avvio, prevedibilmente quando la nuova acciaieria sarà a regime, e cioè nel 2017 secondo i piani della società algerina, che prevede per la fine di quell’anno di produrre due milioni di tonnellate di acciaio.

In ogni caso domani si svolgeranno le assemblee in fabbrica, con modalità che solo oggi i sindacati preciseranno.

Se al ministero dello Sviluppo economico si troverà un’intesa è immaginabile che a ruota si svolga il referendum e, in caso di voto favorevole dei lavoratori, si provceda poi alla conciliazione, con la firma dei 2200 lavoratori per il passaggio nella holding Cevital, indispensabile alla formalizzazione dell’acquisto da parte di Cevital.

Difficile immaginare se davvero tutta l’operazione si potrà concludere – in caso di un accordo nella giornata di oggi – entro il 31 come aveva imposto il commissario straordinario Piero Nardi, pena il ricorso alla cassa integrazione a partire dal primo giugno per tutti i 2200 dipendenti.

A questo punto però, se il confronto verrà risolto positivamente oggi, qualche giorno in più non sarà un problema, e la solidarietà verrà prorogata per il tempo necessario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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