Il Tirreno

IL CASO

Comune, l'ombra del commissariamento

Luca Centini
L'aula del consiglio comunale di Portoferraio
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L'aula del consiglio comunale di Portoferraio

La giunta rischia per il mancato accertamento dei residui di bilancio

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PORTOFERRAIO. Un decreto legislativo, un articolo del testo unico degli enti locali. E il rischio, concreto, dello scioglimento del consiglio comunale. Sono gli ingredienti di una vicenda complicata - e per certi versi inattesa - che sta vivendo in queste ore l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Ferrari.

Alla base del black-out istituzionale c’è la mancata approvazione da parte della giunta comunale del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi dell’ente, procedura tecnica che da quest’anno è obbligatoria per legge. Il via libera avrebbe dovuto essere contestuale all’approvazione del consuntivo 2014, passato in consiglio comunale il 20 maggio scorso tra le polemiche della minoranza consiliare. Invece la delibera non è stata ancora presentata dalla giunta.

Incubo scioglimento. Il primo dato di fatto è che la mancata approvazione del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi non comporterà l’arrivo di un commissario ad acta, per la sola parte finanziaria, come era emerso in queste ore. La sanzione prevista in base alla normativa della nuova contabilità armonizzata apre uno scenario ancor più inquietante. Quello dell’avvio delle procedure di scioglimento del consiglio. «L’operazione di riaccertamento – si legge nel decreto legislativo 126/14, al capo 8 – è oggetto di un unico atto deliberativo. Al termine del riaccertamento straordinario dei residui non sono conservati residui cui non corrispondono obbligazioni giuridicamente perfezionate e esigibili. La delibera di giunta, cui sono allegati i prospetti riguardanti la rideterminazione del fondo pluriennale vincolato e del risultato di amministrazione è tempestivamente trasmessa al Consiglio. In caso di mancata deliberazione del riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015, contestualmente all’approvazione del rendiconto 2014, agli enti locali si applica la procedura prevista dal comma 2, primo periodo, dell’art. 141 del decreto legislativo18 agosto 2000, n. 267».

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E l’articolo del Testo unico degli enti locali prevede l’avvio delle procedure di scioglimento. «Quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, l’organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione (termine scaduto il 20 maggio scorso ndr), decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del consiglio».

Lo spiraglio. La norma è chiara, ma negli ultimi giorni uno spiraglio, viste le difficoltà comuni a tantissime amministrazioni comunali italiane, si è aperto. O almeno è quanto spera l’amministrazione portoferraiese. Le prefetture hanno inviato delle lettere agli oltre seimila Comuni italiani che non hanno ancora approvato il consuntivo 2014. La lettera intima le amministrazioni inadempienti ad approvare il consuntivo entro 20 giorni dal ricevimento della lettera. Portoferraio, avendo approvato il consuntivo, non ha ricevuto la lettera, ma conta che lo slittamento dei tempi possa essere esteso alla procedura di riaccertamento, che avrebbe dovuto essere contestuale all’approvazione del consuntivo. L’amministrazione spera quindi di poter completare l’operazione di riaccertamento nel giro di pochi giorni.

La minoranza chiede verifiche urgenti. Se la giunta Ferrari conta di poter tirar fuori le gambe dalle sabbie mobili della burocrazia, la minoranza va dritta per la sua strada. Ieri i due gruppi consiliari Cosetta Pellegrini sindaco e Cambiare in Comune hanno completato e inviato alla Prefettura una richiesta di verifica urgente, con la quale si contestano formalmente i vizi procedurali che hanno portato all’approvazione del consuntivo. Il mancato rispetto dei tempi per l’approvazione del riaccertamento straordinario è solo una delle spade di Damocle sulla testa dell’amministrazione. Nel documento la minoranza contesta infatti la carenza di documentazione e sospette irregolarità relative all’iter del consuntivo 2014, la cui delibera - almeno fino a ieri - non era stata ancora pubblicata sull’albo pretorio del Comune.
 

 

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