Sicurezza
Cevital e sindacati ci provano al Mise
Clima d’incertezza per l’incontro: non c’è solo il nodo dei contratti integrativi L’azienda vuole più chiarezza su prezzo dell’energia e costi delle bonifiche
PIOMBINO. Sindacati e Cevital oggi al Mise cercano l’accordo che arpa la strada alla firma della società algerina sul contratto definitivo della ex Lucchini.
Ma come in tutte le trattative la parte finale è la più complessa, e nelle ultime ore Fim, Fiom, Uilm , e la stessa Cevital stanno puntualizzando la propria posizione che non riguarda solo la parte economica della trattativa di secondo livello, ma anche altri elementi fondamentali per la conclusione della vicenda.
Così oggi, nell’incontro romano (in cui preliminarmente Cevital produrrà i chiarimenti sul Piano industriale richiesti dai sindacati nazionali), avrà un peso anche l’atteggiamento del Governo rispetto ad alcuni punti che entrambe le parti vogliono maggiormente precisati, e la sua capacità di fornire risposte.
Cevital avrà pure condiviso gli strumenti individuati dal Governo per ottenere un prezzo dell’energia più equo, come ha confermato sabato lo stesso sottosegretario Claudio De Vincenti, ma certo non pare pienamente soddisfatta.
Vorrebbe maggiori certezze su questo punto, dovendo avviare un’azienda fortemente energivora, e gli attacchi degli ultimi giorni del giornale della Confindustria e del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, avrebbero alimentato il senso di delusione di Issad Rebrab rispetto al trattamento che immaginava di poter ricevere in Italia con un investimento di questa portata.
Cevital per arrivare alla firma definitiva vuole anche maggiori precisazioni sul tema delle bonifiche. Come ha annunciato in questi giorni il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, la società algerina ha adempiuto alle richieste del ministero, ma anche in questo caso si tratta di cifre importanti per rispondere a tutte le prescrizioni.
Poi ci sono le garanzie che il sindacato chiede riguardo agli ammortizzatori sociali e alle conciliazioni che porteranno i 2200 dipendenti sotto l’ala della holding Cevital.
Fin qui la parte che riguarda il ruolo del governo e l’architettura dell’accordo dal punto di vista degli impegni che dovranno trovar posto nel contratto definitivo.
Resta poi tutta la parte degli accordi integrativi, che il sindacato ritiene ineludibile arricchire di temi che vadano oltre la mensa e la cassa mutua. Ieri c’è stato un approccio tra i sindacati e i rappresentanti di Aferpi, la nuova sigla scelta da Cevital per il ramo siderurgico della holding.
Incontro breve, in cui i sindacati hanno ribadito la loro piattaforma (scatti, maggiorazioni, premi) chiedendo all’azienda di formulare una controproposta. Un modo per avviare una vera trattativa, che oggi si capirà se porterà i risultati attesi da Fim, Fiom e Uilm.
Il clima tra le parti peraltro viene definito positivo da fonti sindacali, che comunque non si sbilanciano sulla possibilità di raggiungere un accordo in giornata. Tutto ciò pur essendoci la convinzione della necessità di fare il più presto possibile anche da parte di Cevital, che pare impegnata con sempre maggiore convinzione nel progetto Piombino.
In questo senso però, se il confronto di oggi a cui parteciperanno anche il sindaco Massimo Giuliani e l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, si trasformerà in una trattativa nel vero senso della parola, è possibile che l’ultimatum del commissario Lucchini, Piero Nardi (accordo entro il 31 o cassa integrazione per tutti dal primo giugno) possa subire una proroga di qualche giorno.
Il clima d’incertezza della vigilia quindi ha reso impossibile al sindacato confermare le assemblee programmate per domani, che potrebbero quindi slittare a seconda dei risultati dell’incontro di oggi. Se invece in extremis si troverà un accordo, domani assemblee e a seguire referendum e firme per la conciliazione.
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