Il Tirreno

Verde, bandi annullati e tutto da rifare

di Luca Centini
Verde, bandi annullati e tutto da rifare

Portoferraio: il Comune costretto a ritirare gli atti per dei vizi procedurali. Gravi ripercussioni sul decoro urbano

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PORTOFERRAIO. Non c’è l’esecutività. Il servizio di manutenzione e di gestione del verde pubblico deve essere riaffidato. È lo stesso Comune ad aver annullato in autotutela ben quattro bandi prodotti e già assegnati in via provvisoria ad altrettante cooperative e imprese. Un problema non da poco, visto che siamo nella fase iniziale della stagione turistica e il decoro urbano è certamente un biglietto da visita per la città medicea.

I bandi annullati. Quattro appalti separati per rendere più efficace la gestione delle aree a verde pubblico e le relative attrezzature della città, grazie a una suddivisione in aree di competenza diverse da assegnare separatamente. Era questa l’idea del Comune di Portoferraio che, con delle determine dell’area 3, ha messo a bando, il 23 aprile scorso, il servizio di manutenzione per le aree del centro storico, periferia 1 - porto, periferia 2 e, infine, per le frazioni della città. Il criterio per l’aggiudicazione dei bandi era quello dell’offerta economica più vantaggiosa. Le gare sono andate avanti senza intoppi fino alla scelta tra i partecipanti e le varie aggiudicazioni provvisorie. Il servizio di manutenzione per l’area periferia 1è andata alla cooperativa San Giacomo di Porto Azzurro, alla stregua di quanto accaduto con l’area l’area periferia 2 - porto.

La cooperativa si è aggiudicata in via provvisoria anche il servizio di manutenzione dell’area a verde pubblico nel centro storico, mentre la società D’Alarcon di Porto Azzurro si è aggiudicata la gara per il servizio di manutenzione del verde nelle varie frazioni di Portoferraio. Tutto deciso, insomma. E invece no, visto che il Comune, in data 20 maggio, ha pubblicato sull’albo pretorio quattro determinazioni firmate dal coordinatore dell’area 3, Elisabetta Coltelli, con le quali si procede all’annullamento in autotutela degli atti relativi alle gare.

Tutto da rifare. Sono tre i vizi procedurali, ammessi dalla stessa amministrazione, alla base della scelta di annullare i bandi. «Il presente bando non è stato pubblicato all’albo pretorio online del Comune», si legge tra le premesse nel corpo delle determinazioni pubblicate dall’ente. Ma non è solo la carenza di trasparenza e di pubblicità degli atti ad averne comportato l’annullamento: «la determinazione a contrattare prevedente tra l’altro il relativo impegno di spesa necessario per il finanziamento del servizio non ha avuto la necessaria esecutività», si legge nella determina. La responsabilità, presumibilmente, è da attribuire alla mancanza dei pareri contabili e tecnici. Non è certo la prima volta - sono diverse le segnalazioni a tal proposito da parte delle minoranze nei vari consigli comunali portoferraiesi - che gli atti siano sprovvisti dei pareri, così come è capitato più volte che sia mancata la firma del segretario generale, che resta il responsabile delle tre principali aree dirigenziali dell’ente. Anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale i consiglieri di minoranza hanno denunciato l’immobilismo del Comune, dovuto soprattutto ai problemi gestionali del servizio di ragioneria del Comune.

La terza motivazione riportata nel corpo delle determine è relativa, invece, alla mancata modifica del bando pubblicato sul sito istituzionale, «coerentemente con le disposizioni definitive dell’atto consegnato ai partecipanti in occasione dell’espletamento del sopralluogo obbligatorio effettuato dagli stessi». In pratica il bando ufficiale era diverso rispetto a quello messo a disposizione dei partecipanti. Per questo il Comune ha deciso di mettersi al riparo da eventuali ricorsi legali, annullando tutto. Ma il ritardo, necessariamente, influirà negativamente sulla cura della città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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