La protesta
Mense e pulizie, i lavoratori incerti sul proprio destino
PIOMBINO. La discussione sulla necessità di un accordo in tempi brevi tra Cevital e sindacati, viene seguita con grande preoccupazione anche dal mondo dell’indotto, quello più esposto, dove ormai si...
PIOMBINO. La discussione sulla necessità di un accordo in tempi brevi tra Cevital e sindacati, viene seguita con grande preoccupazione anche dal mondo dell’indotto, quello più esposto, dove ormai si moltiplicano le imprese senza più ammortizzatori sociali.
Così, ad esempio, per i lavoratori di mense e pulizie la notizia che primo giugno in Lucchini scatterà cassa integrazione se alla riunione del 26 non si raggiungerà un accordo tra le parti è stata «una doccia fredda. Infatti da solo pochi giorni – dice la portavoce dell’Ugl, Sabrina Nigro – è stato prorogato anche per le zziende dei servizi di ristorazione e delle pulizie operanti in Lucchini il contratto di solidarietà fino alla scadenza del 6 novembre 2015. Così invece – prosegue Nigro – alle incertezze già esistenti e crescenti per il futuro delle aziende dell’indotto, dal prossimo mese si potrebbe aggiungere anche il timore dell’apertura della procedura di licenziamento per tutti i lavoratori di questi due settori, che da oltre venti anni operano nei reparti dell’industria».
Nigro lamenta il fatto che «nonostante i vari tentativi fatti per poter prendere parte alla trattativa e poter discutere del nostro destino, a oggi non ci è stato permesso di condividere nulla e nulla si sa del futuro di questi lavoratori, per la maggior parte donne capofamiglia. Del resto da sempre queste categorie “non metalmeccaniche” hanno dovuto alzare la voce per avere la possibilità di tutelare gli interessi di chi li ha delegati».
Per questo l’Ugl chiede che il 26 maggio, nell’incontro previsto al Mise, «sia discusso, senza ulteriori rinvii, anche il futuro dei lavoratori dell’indotto Lucchini. Nello specifico vorremmo una volta per tutte capire se i servizi di mensa e pulizie saranno mantenuti e a quali condizioni: passeranno a Cevital o rimarranno in capo all’amministrazione straordinaria?».
Se dunque martedì sembra la giornata decisiva per la definizione dell’intera trattativa, l’Ugl chiede «che tutte le categorie, non solo quelle metalmeccaniche, siano presenti all’incontro e quindi che tutti i lavoratori siano rappresentati. In caso contrario delegheremo i colleghi metalmeccanici della Ugl a difendere le nostre ragioni e a trattare anche il nostro futuro che non può e non deve essere ancora rimandato. Nel merito del progetto presentato dalla nuova azienda non esprimiamo giudizi – conclude Nigro – ritenendo che sia compito del Governo farlo anche attraverso i dovuti tavoli tecnici ma sindacalmente riteniamo che una vertenza, seppure difficile, possa ritenersi conclusa quando sono date garanzie occupazionali immediate e durature per tutti e un salario dignitoso».
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