Sicurezza
Il progetto vincente: cinque ragazze e un corpo di ballo
MONTEVERDI. “Popup lab” premia il progetto di cinque ragazze che da sole si sono organizzate in corpo di ballo da portare “a giro”, farlo diventare un motivo di aggregazione, forse la professione...
MONTEVERDI. “Popup lab” premia il progetto di cinque ragazze che da sole si sono organizzate in corpo di ballo da portare “a giro”, farlo diventare un motivo di aggregazione, forse la professione futura, un “su la saracinesca” al momento virtuale. I loro nomi: Angelica e Rosaria Annunziata, Jrene Gagno, Noemi Granillo, Azzurra Vivarelli (nella foto). Il progetto di queste ragazze è stato il più votato al “pranzo dei creativi” e va a loro il ricavato del convivio, come da regolamento di Popup Lab, finalizzato a strutturare musicalmente il gruppo.
Il pranzo nell’area delle sagre di Canneto ha concluso la tre giorni della manifestazione promossa dall’autorità per la partecipazione, con l’obiettivo di rianimare i centri storici. Ben votati altri due progetti, entrambi di caratterizzazione locale, firmati dalla Pro loco per la conservazione delle canzoni del “maggio” e dal Circolo Badivecchia per la mappatura e riuso dei vecchi sentieri. Tutte proposte che l’amministrazione comunale dovrà valutare per far sì che “Popup lab” sia servito a qualcosa. Alla stessa stregua il lavoro degli studenti di Architettura di Firenze, i quali realizzeranno una carta del paese come lo vorrebbero gli abitanti, sulla base di molte interviste raccolte sia a Monteverdi che a Canneto. O come il lavoro del fotografo professionista Stefano Lanzardo, che ha raccolto i volti di tantissimi residenti e a ciascuno ha fatto scrivere un augurio per sé o per la comunità, e l’insieme delle immagini e dei messaggi andrà a formare un grande pannello dove gli amministratori potranno trovare molti spunti per il loro lavoro.
«È’ stato un esperimento positivo - commenta Carlo Quaglierini, consigliere al turismo e motore dell’iniziativa - i cui risultati complessivi si vedranno nel lungo periodo, specie dal lavoro dell’università di Firenze che ci offrirà una visione esterna, obiettiva, dei possibili sviluppi della nostra realtà. Bene alcune attività nei fondi affittati e le visite alle cantine di Villetta e al parco Querciolaie-Stefanacci. La partecipazione è lo strumento fondamentale per rendere più vivo e attraente il paese, senza il coinvolgimento dei cittadini non c’è investimento che possa far crescere le occasioni di lavoro, il turismo, l’economia».
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