Il Tirreno

Diversificazione e formazione la ricetta di Carla

di Guido Fiorini
Diversificazione e formazione la ricetta di Carla

Parla la Maestrini, candidata con il Pd alle regionali «Pensiamo ai lavoratori che cambieranno settore»

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PIOMBINO. Si è messa al servizio del partito ed ha accettato di candidarsi alle regionali.

E ora Carla Maestrini, 38 anni, professionista nel settore della formazione, sta portando avanti una campagna elettorale capillare, che punta su temi importanti. Attorno a lei lavorano un gruppo di amici e simpatizzanti, molti di area renziana ma non solo, che credono nella possibilità di portarla in consiglio regionale a Firenze.

Carla parla di industria, ma anche di agricoltura e turismo. Parla di lavoro, ma anche di formazione. Parla di sanità e di isola d’Elba, dove vede con favore l’istituzione di una zona franca, per rilanciare l’economia.

Partiamo dall’economia, la base per far ripartire Piombino.

«La situazione è in evoluzione, ma certo con l’arrivo di Cevital il promontorio ha di fronte a sé una grande occasione di crescita. Aspetto un quadro definitivo, ma sono favorevole ai progetti che prediligono la qualità e che sono anche attenti all’ambiente. La Regione ha fatto un grande lavoro, creando le condizioni per far arrivare gli investimenti. Adesso, con la stessa forza, bisogna favorire la diversificazione, sfruttando anche la crescita del porto e favorendo gli investimenti privati».

Questa è anche zona agricola e anche per questo settore l’occasione è grande.

«Noi abbiamo grandi eccellenze che possono inserirsi in questo contesto di sviluppo. E, a mio avviso, il settore deve crescere in sinergia con il turismo. Penso a un turismo che non si ferma al mare, ma che predilige l’enogastronomia e la cultura, anche le zone archeologiche di cui siamo ricchi. È chiaro, però, che non possiamo pensare di limitarci alla Val di Cornia, alla promozione di una zona piccola come la nostra. Perché questo mondo abbia un impulso dobbiamo pensarlo in un’ottica più ampia, che sappia guardare alla Val di Cecina ma anche a sud, alle Colline metallifere e al golfo di Follonica».

Tutto lascia pensare che si sia di fronte a una grande rivoluzione per la zona. Cos’altro serve?

«Serve la formazione. Sarà che sono del settore, ma per me è un punto fermo. Servono percorsi per qualificare chi vive in questa zona. E in questo la Regione può fare molto, anche perché si possono intercettare fondi europei per i progetti. Accanto alle scuole, che formano i giovani, dobbiamo pensare che avremo presto da riqualificare molti lavoratori adulti, che escono da un settore per entrare in un altro. A queste persone vanno dati gli strumenti».

Parliamo di infrastrutture, altro aspetto decisivo per Piombino e tutta la Val di Cornia.

«Sono importantissime. C’è stato da poco l’accordo per la Tirrenica e sono due le idee che mi vengono in mente. La prima è che, se non sarà più autostrada da Cecina in giù, va tolto l’assurdo casello di Vada, un balzello per 4 chilometri. La seconda è che la nuova 398 è fondamentale per il nuovo porto. Se non si riesce a inserirla nel pacchetto-Tirrenica, vanno trovati i soldi. Si può pensare anche a reperirli dentro l’accordo di programma, a saldi invariati, cambiando qualcosa».

Un tema caldo è quello della sanità.

«Nella riforma già l’ospedale di Livorno diventa periferico, per cui i nostri rischiano di essere periferia della periferia. Sono quindi favorevole a un’integrazione fra Cecina, Piombino e l’Elba, ma con una tutela particolare per quello insulare. Deve essere sullo stesso piano degli altri due, passando da “prossimità” a “primo livello”. In questo contesto ci sono alcuni servizi che la zona non può perdere, che vanno difesi con forza. A mio avviso il simbolo è il “punto nascita”, sono per una battaglia tipo “Piombino non deve chiudere”. Perdere il punto nascita toglierebbe molta forza alla ripartenza del promontorio».

Chiudiamo con l’Elba, per l’isola serve un programma dedicato.

«Credo che la Regione possa varare una normativa speciale per l’Arcipelago, che aiuti la difficile economia dell’isola. E sono anche favorevole a una zona franca, così come è stata fatta al porto di Livorno. Grande attenzione, poi, deve essere data alla formazione, per dare le stesse opportunità ai ragazzi che ci vivono. Al tempo stesso penso che un programma come Giovanisì, che ha ben funzionato, possa essere modulato ad hoc per gli elbani».

Un’ultima cosa che vuole sottolineare?

«Voglio dire due parole sull’immigrazione. È un tema che non possiamo lasciare alla Lega e al gioco delle felpe, al populismo, ai luoghi comuni, ai pregiudizi. Il problema è complesso e va affrontato con serietà, serve rispetto delle regole, ma anche delle tante persone che lavorano per aiutare queste persone a integrarsi. Quando parli con i migranti, capisci che fuggono da situazioni terribili. Vanno conosciuti e capiti, credo sia giusto dar loro una possibilità».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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