Il Tirreno

«Così da appassionati siamo diventati dei veri apicoltori»

Federico e Giulia, due giovani imprenditori di Suvereto specializzati nella raccolta di polline, si raccontano

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SUVERETO. Nelle campagne di Suvereto una giovane coppia locale è protagonista di un’apicoltura “nomade” e specializzata nella raccolta di polline, un prodotto dell’alveare che in Italia non è ancora valorizzato come merita e sul quale Federico Budel e Giulia Mazzetti puntano molto. Sono i titolari di “Terredimario”, l’azienda dedicata al nonno, con l’interesse per questo settore che iniziò quasi per caso: «Abbiamo avuto la fortuna di conoscere un vecchio apicoltore che ci ha lasciato in eredità la sua esperienza – dice Federico – e, dopo averlo seguito passo dopo passo, abbiamo deciso di rilevarne l’attività. Da quel momento l’apicoltura è divenuta, oltre che passione, il lavoro della nostra vita».

La loro attività non è circoscritta a Suvereto, le api vengono spostate in varie zone della Toscana. «Quando esplode una determinata fioritura, ad esempio acacia o castagno, appena fa buio e le api sono rientrate nelle arnie – spiega Budel - chiudiamo la porticina, le carichiamo sul camion e le portiamo a destinazione. Qui riapriamo le stesse porticine e all’alba le api si svegliano in un nuovo posto pieno di fiori, fanno qualche giro per ambientarsi e poi iniziano a bottinare. Ce le lasciamo finché non finisce la fioritura che ci interessa, andandole a visitare di tanto in tanto e poi, prima che “macchino” il miele prodotto con fiori diversi, le riportiamo via con lo stesso meccanismo. E’ tutto molto faticoso, ma emozionante e avventuroso!».

E i risultati sono diversificati: «Infatti nei dintorni di Suvereto otteniamo tipi di millefiori nei vari periodi e un ottimo miele di corbezzolo in autunno. Avvicinandoci alla costa invece arriva il miele di girasole, da Volterra quello di sulla, dal Mugello la melata, mentre acacia e castagno li otteniamo principalmente dalla montagna pistoiese. Ogni anno, in base al clima, arricchiamo questa gamma di altri mieli come quello di edera, eucalipto o trifoglio».

Col tempo l’azienda si è andata specializzando anche nella raccolta del polline sul quale i giovani imprenditori puntano molto: «Il polline è l’alimento più completo in natura, è da esso che si sviluppa la vita – affermano - ed è esso stesso un elemento vivente. Solitamente lo si trova essiccato, ma è quello fresco a essere considerato un vero toccasana per la salute. Le api ce lo forniscono già pronto, non richiede alcun tipo di lavorazione, lo raccolgono e lo arricchiscono di fermenti lattici. Contiene gli aminoacidi essenziali e tutte le vitamine necessarie. È un concentrato di proteine, omega 3 e omega 6, minerali e oligominerali come calcio, zinco, ferro, magnesio, fosforo, selenio, nonché di acqua ed enzimi».

Insomma questi piccoli esserini sono capaci di metterci a disposizione così tante risorse: «Certamente, il polline è un regolatore della funzione intestinale, previene le malattie cardiovascolari, rinforza i capillari, agisce sulla coagulazione del sangue e sulle emorragie. Ha funzione antianemica, epatoprotettiva, agisce contro arteriosclerosi e senescenza con risultati apprezzabili nella cura della prostatite. E’ un integratore alimentare per aumentare le difese immunitarie di adulti e bambini e ricostituente per gli sportivi…». Ma come è possibile tanta efficacia a così vasto raggio? «Grazie all'azione sinergica di tutte queste sostanze – concludono i giovani apicultori - il nostro organismo funziona meglio e quindi meglio contrasta le insidie alla nostra salute».

Michelangelo Pasquinelli

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