Il Tirreno

EX LUCCHINI

«Cevital, ci sono le condizioni per l’intesa»

Cristiano Lozito
L’intervento di Claudio De Vincenti all’incontro organizzato dal Pd (foto Paolo Barlettani)
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L’intervento di Claudio De Vincenti all’incontro organizzato dal Pd (foto Paolo Barlettani)

De Vincenti ottimista, all’incontro del Pd tutti spingono per l’accordo. Ma il sindacato chiede un passo avanti sugli integrativi

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PIOMBINO. «Quello del commissario Piero Nardi non è un aut aut, ma un atto che in realtà tutela i lavoratori. Io sono ottimista per l’incontro del 26, siamo in dirittura d’arrivo: Cevital ha presentato un piano serio, e ora non serve fare appelli, sono convinto che tutti faranno la loro parte. Perché ci sono le condizioni per fare un accordo che chiuda in tempo e bene questa partita così importante per il futuro di Piombino, e per i lavoratori di Piombino».

Così sabato 23 Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del consiglio, e da viceministro dello Sviluppo vero regista dell’Accordo di programma e della prima parte della trattativa con la società algerina, ha dispensato ottimismo al suo arrivo al Centro giovani, ospite a un’iniziativa elettorale del Pd: «Quella di Piombino è una vicenda molto bella umanamente – ha detto – Di questa comunità mi ha sempre colpito la ferma convinzione di poter rinascere. E io in giro per l’Italia ormai cito Piombino come un “caso di scuola”, per come si costruisce e soprattutto come si applica e si realizza un accordo di programma».

All’incontro su “Lo sviluppo nuovo, Piombino riparte”, hanno partecipato anche il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, il sindaco Massimo Giuliani, il segretario della Federazione Pd Cornia Valerio Fabiani, Ilaria Landi per Fim, Fiom e Uilm, e Gianni Anselmi, candidato capolista del Pd nel collegio provinciale.

La decisione di Nardi di annunciare le procedure di cassa integrazione per 2200 dipendenti Lucchini, se entro il 31 maggio non si troverà un accordo sindacale, ha segnato tutto il dibattito. La questione resta quella degli integrativi, su cui in realtà non c’è stata ancora una vera trattativa. Cevital fin qui non ha dato risposte al sindacato sulla piattaforma che include scatti, maggiorazioni e premi, domani si cercherà un’intesa in extremis, prima dell’incontro di martedì al Mise.

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De Vincenti peraltro ha spiegato, rispetto alle indiscrezioni sulla scarsa soddisfazione del gruppo algerino in merito alla questione del prezzo dell’energia, che invece su questo tema «c’è stata piena condivisione con Cevital rispetto agli strumenti individuati per ottenere un prezzo equo dell’energia, per Piombino e per tutti i centri siderurgici italiani».

Il sindaco Massimo Giuliani, riguardo alla necessità di un accordo entro pochi giorni con Cevital, ha parlato di «un’occasione da non lasciar scappare. C’è ancora chi lavora per far chiudere la nostra industria, ma non ci riuscirà. Il piano Cevital dà prospettive anche all’indotto perché improntato sulla diversificazione, i lavori al porto, l’interesse di grandi gruppi come General Electric stanno dimostrando che alla fine il lavoro di squadra paga».
Sulla crisi dell’indotto l’assessore Simoncini ha annunciato che «a breve usciranno i bandi per spendere i 52 milioni che serviranno al rilancio dell’economia delle imprese del territorio».

Della necessità di un accordo rapido è tornata a parlare Silvia Velo: «Il mio auspicio è di un’intesa favorevole per i lavoratori, ma occorre fare presto, altrimenti i rischi sarebbero serissimi». Velo ha spiegato anche che «Cevital venerdì ha inviato documenti e cartografie per l’accordo di programma su responsabilità e impegni riguardo alla bonifica delle aree. La società algerina tra l’altro con grande serietà ha espresso la volontà di chiudere quell’accordo prima di firmare per l’acquisto della Lucchini».

Le pressioni per la firma dell’accordo sembrano dunque tutte sulle spalle del sindacato, che però chiede alla Cevital un passo avanti. «Ricordo – ha detto Ilaria Landi, intervenuta a nome di Fim, Fiom e Uilm – che stiamo parlando, senza un’intesa sugli integrativi, di buste paga con 300-400 euro in meno. Ecco, serve un accordo che assicuri salari dignitosi, indispensabili anche per l’economia complessiva del territorio».

Infine Gianni Anselmi ha ricordato il lungo percorso successivo alla chiusura dell’altoforno, fino «a un accordo di programma che rappresenta un grande contributo a una nuova, moderna stagione della politica industriale del Paese. Quell’accordo, in particolare con gli investimenti sul porto, ha già iniziato a cambiare la storia di Piombino. Ora abbiamo davanti il piano di Cevital, che va nel segno della diversificazione, cioè nella direzione su cui puntavamo per uscire dalla monocultura industriale. Per questo auspico che l’accordo sia chiuso, in modo da dare in tempi brevi prospettive certe ai lavoratori piombinesi».
 

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