Sicurezza
«Subito un’intesa, o “cassa” per tutti»
Il commissario della Lucchini: senza firma stop alla solidarietà a fine mese. Martedì 26 incontro decisivo sugli integrativi
PIOMBINO. Stop ai contratti di solidarietà e cassa integrazione per tutti i 2200 dipendenti Lucchini e Lucchini Servizi a partire dal primo giugno, se entro la prossima settimana – martedì 26 è convocato un nuovo incontro al Mise – non si arriverà alla firma del contratto definitivo per la cessione dello stabilimento alla Aferpi, società controllata da Cevital. E’ questo l’aut aut del commissario straordinario Piero Nardi che, dopo il nulla di fatto nel confronto al Mise tra azienda e sindacati, venerdì 22 ha inviato una lettera al ministero del Lavoro e alle organizzazioni sindacali per comunicare la sua decisione. Fino a venerdì la convinzione generale era che la solidarietà sarebbe rimasta in vigore comunque sino al raggiungimento di un’intesa, svincolata quindi da una data prefissata. Ma il commissario, annunciando la sua intenzione di avviare la procedura di cassa integrazione, nella sua lettera rimarca come «siano venuti meno i presupposti che hanno giustificato la proroga del contratto di solidarietà di cui all’accordo del 29 aprile, concordata in vista dell’imminente cessione in favore di Aferpi e, conseguentemente, basata sull’impegno economico di cui la Procedura potrà farsi carico solo fino al 31 maggio».
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Non è ovviamente centrale il problema della disponibilità economica della Procedura, che pure continua a consumare cassa, a muovere l’azione del commissario. Nardi con la lettera chiede alle parti di fare un passo decisivo per un accordo, in una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo, considerando che la firma del preliminare è del 9 dicembre. Suona quindi come un richiamo ai sindacati ma anche al gruppo algerino, che giovedì 21 al Mise di fatto si è opposto a una trattativa basata sulla piattaforma prodotta da Fim, Fiom e Uilm, centrata sul riconoscimento degli scatti, delle maggiorazioni e dei premi, eventualmente da congelare. La data di martedì 26 dunque è indicata come quella dell’ultima occasione per un’intesa.
L’azzeramento degli integrativi di fatto significa una busta paga media ridotta di 300-400 euro, Fim, Fiom e Uilm sono determinate a salvare la maggior parte possibile di questa fetta di salario. Il punto di vista di Cevital è invece che dopo aver accettato la riassunzione di tutti i lavoratori, e in vista di costosi investimenti, non può sobbarcarsi un altro sforzo economico così ingente. Per il 27 i sindacati hanno già convocato l’assemblea dei lavoratori, in caso di accordo ci sarebbe una corsa contro il tempo per organizzare il referendum e poi la cosiddetta conciliazione, preliminare alla firma del contratto di vendita.
«Il commissario ricorda a tutti che il tempo è scaduto – commenta il segretario Fiom, Luciano Gabrielli – e che tutte le parti in causa devono fare un passo avanti per trovare una soluzione». Gabrielli spiega anche «che il governo ha mostrato la volontà in caso di mancato accordo di andare a un lodo. Per cui penso che Aferpi, che ha già fatto degli sforzi, debba dare fiducia al sindacato locale e fornire una risposta concreta sulla piattaforma». Per Daniele Bedendo (Rsu Fim di Lucchini servizi) «il governo aveva preso altri accordi sulla solidarietà», mentre secondo il segretario Fim Fausto Fagioli la lettera di Nardi «è anche un messaggio al Governo che deve rafforzare il suo ruolo di mediazione. La situazione è difficile, speriamo in aperture, poi comunque saranno i lavoratori a decidere». Tra i lavoratori il gruppo di minoranza sindacale, trasversale alle sigle, parla «di un ricatto per accettare qualsiasi accordo. Lo stop alla solidarietà contraddice gli accordi, i sindacati non devono sottoscrivere alcuna intesa senza ascoltare i lavoratori». Il giudizio di Lorenzo Fusco, Rsu Uilm, è che «pur sapendo che i problemi di gestione finanziaria della Lucchini in amministrazione straordinaria sono reali, questa decisione è una forzatura. Siamo comunque convinti che martedì tutte le parti daranno il proprio contributo per raggiungere un accordo. Cevital acquista uno stabilimento che opera in un settore strategico, e deve garantire condizioni dignitose ai lavoratori».
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