Sicurezza
«Così Piombino rischia di essere penalizzato»
PIOMBINO. «L’ipotesi di legare il porto di Civitavecchia a Piombino e Livorno non mi piace»: non usa giri di parole Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale di Piombino, recentemente...
PIOMBINO. «L’ipotesi di legare il porto di Civitavecchia a Piombino e Livorno non mi piace»: non usa giri di parole Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale di Piombino, recentemente prorogato per altri sei mesi.
Il quale, comunque, non boccia tutta la riforma voluta dal ministro della infrastrutture Graziano Delrio.
«Ci sono aspetti della riforma che condivido, a partire dalla semplificazione, all’innovazione, l’attenzione all’ultimo miglio. Mi piace anche il potenziamento della Direzione generale dei porti e della logistica, che sarà un punto di riferimento unico per tutti. Insomma, sono favorevole nel complesso, anche se alcuni aspetti non mi convincono».
Soprattutto la governance?
«Giusto ridurre il numero delle Autorità portuali, ma ci sono problemi evidenti. Che senso ha unire Carrara ai tre porti liguri? Fra l’altro già è difficile tenere insieme solo quelli... E che senso ha forzare Civitavecchia con Piombino e Livorno? Credo che un sistema solo toscano starebbe meglio insieme, per una serie di motivi».
Quali sono questi motivi?
«Piombino, Livorno e Carrara sono porti analoghi, che fanno riferimento a una certa logistica, che hanno problematiche comuni, che possono convivere sotto un’unica regia. Civitavecchia è un porto diverso, essenzialmente crocieristico, con un grande volume di passeggeri e uno ridotto per le merci».
Fra l’altro è, di fatto, il porto di Roma.
«Appunto, Civitavecchia fa riferimento a un territorio che con la Toscana c’entra poco o niente. E già con i porti di Fiumicino e di Gaeta rappresenta un sistema importante, che potrebbe stare da solo. Insomma, a mio avviso servono dei correttivi importanti, anche se nel complesso la riforma non è certo da buttare».
Per Piombino l’inserimento di Civitavecchia sarebbe un problema?
«Di fatto sarebbe schiacciato fra il porto di Livorno e quello di Roma. Insomma, a mio avviso sarebbe penalizzato, proprio nel momento in cui abbiamo investito moltissimo, con l’accordo della Regione e del Governo».
Guido Fiorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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