Il Tirreno

Cevital, nulla di fatto sugli accordi integrativi

di Cristiano Lozito
Cevital, nulla di fatto sugli accordi integrativi

Trattativa aggiornata a martedì prossimo al Mise: istituzioni e sindacati esprimono giudizi positivi sul Piano ma chiedono approfondimenti

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PIOMBINO. Nell’incontro al Mise, Governo, istituzioni locali e sindacato, pur esprimendo un giudizio positivo sul Piano industriale Cevital, hanno chiesto ulteriori approfondimenti, in particolare sui tempi e sui modi con cui rientreranno al lavoro i mille dipendenti ex Lucchini dopo la cassa integrazione coperta dall’amministrazione straordinaria sino a fine 2016, e sui progetti legati all’agroindustria e alla logistica.

La necessità di un nuovo confronto (fissato per martedì 26) è stata rafforzata dal nulla di fatto nell’incontro sugli integrativi, durato pochi minuti: l’azienda infatti non ha dato risposte sui temi al centro della piattaforma sindacale: scatti, maggiorazioni, premio di produzione e di risultato.

Certo pare a questo punto molto difficile che - considerando come anche in caso di un’intesa il 26, poi ci dovranno essere assemblee, referendum e conciliazione - Cevital possa firmare il contratto di acquisto della ex Lucchini entro la fine del mese.

L’incontro romano ha portato invece risultati giudicati positivamente da istituzioni e sindacato sul fronte del costo dell'energia, con l’impegno del governo a trovare una soluzione che garantisca un prezzo competitivo, indispensabile per Cevital al momento della partenza del primo forno elettrico, previsto tra 18 mesi. Un percorso che dovrà trovare una concretizzazione all’interno dell’Accordo di programma, in modo da estenderlo alle altre aziende del territorio.

Positivo viene considerato anche l’approndimento sulla questione delle bonifiche dei terreni di proprietà o in concessione a Cevital. «La società algerina – ha spiegato il sottosegretario all'Ambiente Silvia – ha illustrato la cartografia con l’ubicazione delle aree di interesse e ha predisposto la documentazione tecnica relativa agli interventi ambientali di messa in sicurezza. Inoltre si è impegnata a fornire un’analisi di rischio sanitario per garantire l’assenza di potenziali rischi nelle aree, e a predisporre un piano di monitoraggio. Ora ci sono tutte le condizioni per firmare l’Accordo di programma entro pochi giorni».

Anche il sindaco Massimo Giuliani è soddisfatto della giornata nel suo complesso, tanto da parlare di un «passo avanti su molte questioni importanti come energia e bonifiche. Serve ancora qualche approfondimento, ma tutte la parti sono concordi sulla solidità di un Piano che, è bene ricordare, è quello che ci auguravamo appena pochi mesi fa, capace di garantire sviluppo e occupazione».

Il Mise descrive a sua volta «un clima di grande collaborazione. Le tre riunioni - si legge in una nota - hanno trattato i temi dell’ambiente e del costo dell’energia , nonché fatto il punto sulle trattative in corso per arrivare all’accordo tra azienda e sindacati sul piano industriale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti del lavoro. Gli incontri sono risultati molto proficui e saranno approfonditi la prossima settimana con l’ulteriore esame di tutti gli aspetti propedeutici alla firma per il passaggio di proprietà della Lucchini a Cevital».

I sindacati si attendevano qualcosa di più dall’incontro del Mise dal punto di vista della trattativa sugli integrativi, ma scelgono comunque un profilo basso, per proseguire il confronto a Piombino con l’obiettivo di tornare martedì al Mise con qualche risultato. Così Fausto Fagioli, segretario Fim, si sofferma sulla «solidità e consistenza del Piano industriale per egli investimenti e lo sviluppo. Ora valuteremo attentamente il Piano in attesa di dare un giudizio definitivo che riguarderà anche la contrattazione di secondo livello».

«Dobbiamo approfondire alcuni aspetti del Piano industriale che ci è stato presentato oggi - sostiene Lorenzo Fusco, Rsu Uilm - All’azienda abbiamo riproposto le condizioni essenziali per firmare un accordo definitivo, sapendo che i tempi sono strettissimi per arrivare alla vendita entro i primi di giugno».

Il parere di Luciano Gabrielli, segretario Fiom, è che «restano da chiarire alcuni punti sul Piano industriale e sulla contrattazione aziendale sulla quale gli spazi sono stretti e non c’è stata molta disponibilità da parte dell’azienda. Ma faremo di tutto per chiudere il 26 perché è in gioco un investimento che in questo momento non ha uguali in Italia».

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