Sicurezza
Salivoli, si rafforza l’ipotesi dell'ampliamento
Per il porto, il vicesindaco Stefano Ferrini auspica una discussione laica : «Al centro metteremo gli interessi della città»
PIOMBINO. Sarà uno dei primi atti del nuovo consiglio d’amministrazione della cooperativa l’Ormeggio, appena eletto: la presentazione di una richiesta formale per l’ampliamento del porto di Salivoli. Da 500 a 800 posti-barca.
Nell’ultimo scorcio di mandato, il consiglio uscente aveva già illustrato un’ipotesi progettuale.
Sullo sfondo, la necessità di soddisfare la domanda dei soci in lista di attesa, di rimettere in ordine i conti e magari riuscire ad abbassare le tariffe, aumentate in modo esponenziale negli ultimi anni.Di sicuro non è un obiettivo inedito. Fin dall'inizio i fondatori della cooperativa hanno considerato sottodimensionato il porto. Ma finora le giunte che si sono succedute hanno sempre bocciato idee di incremento. Probabilmente pesavano le polemiche che avevano spaccato la città già ai tempi della realizzazione del porticciolo e le migliaia di fime raccolte dal Comitato per il no.
«Di ufficiale non c’è ancora nulla», afferma il vicesindaco, Stefano Ferrini. Che non si nasconde dietro il dito. E qualche idea l’ha già. Perchè sa che è solo una questione di tempo e la proposta sarà formalizzata.
«Allora si dovrà aprire un confronto in giunta, nella maggioranza e in consiglio», prosegue il vicesindaco, auspicando una discussione laica. Senza posizioni precostituite.
Il fatto che di un ampliamento si tratterebbe e non di una struttura ex novo, renderebbe più facile l’iter per l’inserimento nel piano regionale dei porti. Che allo stato dell’arte, su Piombino prevede due opere: una in chiusa e una a Poggio Batteria, per un totale di circa 1.500 posti-barca.
Ferrini ha pochi dubbi: se le due previsioni, già andate a bando e per le quali esistono i potenziali costruttori, fossero attuate, nulla toglierebbero alla capacità di Salivoli di assorbire altre 300 imbarcazioni.
Visto il pescaggio, natanti più grossi a Poggio Batteria, nautica sociale in chiusa e a Salivoli una tipologia in grado di soddisfare in parte i soci, e in parte diportisti interessati all’arcipelago.
«La posizione è quella che è. Nel caso in cui maturasse il nulla osta, si tratterebbe di stilare una convenzione con al centro gli interessi della città. Anche con l’inserimento di una quota di posti preclusi ai soci per favorire il transito dei turisti», sostiene ancora Ferrini. Che butta lì un paio di esempi con cui ancorare la struttura all’economia cittadina: collegamento alla pista ciclabile, navetta tra il porto e il centro.
Per il vicesindaco, - che dà il settore nautico in ripresa - quello di Salivoli è adesso un porto incompiuto.
Resta ilfatto che le vicende lo hanno caratterizzato come il risultato di un compromesso tra le esigenze dei diportisti e quelle della spiaggia, peraltro da allora già fortemente ridotta e condizionata. L’ampliamento non si snoderebbe in orizzontale ma attraverso un prolungamento dell'attuale diga. Direzione Elba. In linea di massima l’operazione potrebbe trovare il parere favorevole di buona parte delle forze politiche.
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