Il Tirreno

La manutenzione alla caldaia in regola, ma scatta la multa

di Francesca Lenzi
La manutenzione alla caldaia in regola, ma scatta la multa

Stanno arrivando richieste di pagamento a pioggia Fallimento Plurienergy, Movimento consumatori al lavoro

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PIOMBINO. Aver pagato la manutenzione della caldaia con tanto di bollino attaccato alla stessa, e aver conservato le ricevute del versamento, potrebbe non bastare.

È una sorta di paradosso quello che è accaduto nei mesi scorsi a decine di piombinesi. A parlare della questione è il Movimento consumatori territoriale che ha ricevuto visite e telefonate con richiesta d’aiuto da parte di una ventina di persone, «ma il problema, come ci è stato detto dalla Provincia, dovrebbe riguardare dai 70 ai 100 cittadini», spiega l’associazione in difesa dei consumatori.

Lettera dell’Ealp. Andiamo con ordine. Nell’inverno appena passato, arriva nelle case di parecchi piombinesi una lettera inviata da Ealp (agenzia energetica della Provincia di Livorno) dove si annunciano controlli di verifica sullo stato di manutenzione delle caldaie. Controlli in larga parte effettuati a campione che non hanno dato grattacapi a coloro che erano in regola. Il problema, nella provincia livornese limitato esclusivamente al Comune di Piombino, interessa invece le persone fino al 2013 con contratto legato a Plurienergy, affiliata alla rete in franchising di Eni, con sede per l’appunto a Piombino. Tutto bene, fino a due anni fa, quando l’ufficio viene chiuso e la Plurienergy, con sede legale a Catanzaro, risulta aver dichiarato fallimento.

Il caso Plurienergy. La rogna in cui si imbattono infatti i cittadini coinvolti riguarda il controllo del biennio 2012/2013. In sostanza la ditta affiliata a Eni non ha mai versato alla Provincia la tariffa di 10 euro per l’autodichiarazione dell’impianto termico, e l’ente livornese, affermando così l’impossibilità di accertare la conformità della caldaia, chiede agli ignari interessati il pagamento dell’ispezione pubblica di Ealp. Parliamo di 77 euro per una caldaia con potenza inferiore a 35 kW per arrivare sino a 250 euro in caso di potenza maggiore di 350 kW. Il tutto ovviamente a «onere dell’utente», al quale non basta avere appiccicato all’impianto il bollino né aver conservato la ricevuta di versamento. Presumibile che alcuni abbiano strappato la lettera, mentre altri, per paura, abbiano pagato subito. Sul totale di persone che si sono rivolte in cerca di chiarimenti alla sezione piombinese del Movimento consumatori, però soltanto due hanno deciso di inoltrare ufficiale reclamo, quasi più per una forma di principio che per reali necessità. Con Plurienergy che sembrerebbe sparita, ed Eni che non si è pronunciata, l’unica risposta è arrivata da Ealp. Il punto di vista dell’Agenzia energetica della Provincia è chiaro: è vero, Plurienergy non ha versato i 10 euro dell’autodichiarazione, ma proprio per questo ci è impossibile verificare lo stato di conformità dell’impianto, nonostante bollino e ricevute. Sta quindi al cittadino pagare il nuovo controllo che «non è una sanzione ma un contributo economico a copertura dei costi delle attività di accertamento ed ispezione, nonché dei costi di gestione del catasto degli impianti termici». Niente da fare quindi per gli sfortunati ex piombinesi legati a Plurienergy? Non è detto, anche se l’invito di Ealp non pare proprio di immediata soluzione. L’agenzia energetica, infatti, dopo aver ribadito la necessità di pagare il nuovo controllo, consiglia ai cittadini coinvolti di rivalersi su Eni «in quanto garante della professionalità e solvibilità della ditta stipulante il contratto di franchising».

Movimento consumatori. Il problema non sembra essere di facile soluzione, tanto che la sezione locale dell’associazione in difesa dei consumatori invita le persone coinvolte dalla questione a rivolgersi allo sportello, per valutare ogni singolo caso. La quota di iscrizione per diventare soci costa 50 euro e ha validità di 12 mesi, e vale per tutto il nucleo familiare del richiedente. Il tutto dà diritto a consulenze legali gratuite presso tutti gli sportelli nazionali del Movimento, la prima lettera gratuita (in caso di bisogno) redatta da un avvocato, e le altre con il contributo spese di 35 euro; e infine, la possibilità di una pre-analisi da parte di un perito specializzato di mutui e finanziamenti per verificare anomalie bancarie con un contributo di 100 euro (e solo se il perito riconosce l’usura fiscale, altrimenti il servizio è gratuito). Lo sportello piombinese si trova in via Lerario 104, presso il Centro civico Perticale, ed è aperto tutti i giovedì dalle 16,30 alle 19 su appuntamento. Per informazioni: 348.8974227 (piombino@movimentoconsumatori.it).

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