Il Tirreno

C’É CHI GUFA CONTRO PIOMBINO

di CRISTIANO LOZITO

di CRISTIANO LOZITO Nelle campagne tese alla demolizione del progetto Cevital, che periodicamente vengono avviate direttamente dagli industriali siderurgici o dal giornale della Confindustria,...

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di CRISTIANO LOZITO

Nelle campagne tese alla demolizione del progetto Cevital, che periodicamente vengono avviate direttamente dagli industriali siderurgici o dal giornale della Confindustria, vengono sempre omessi – per forza – alcuni elementi. Primo, che Issad Rebrab, dipinto come un inesperto pasticcione (è il decimo uomo più ricco d’Africa), è pronto a investire 700 milioni di euro – e qualche altro centinaio di milioni arriveranno con lui per gli accordi sul porto con i cinesi di Chec e i giapponesi di Mitsui – mentre i benemeriti capitalisti italiani mai hanno pensato lontanamente di mettere soldi in un’impresa del genere e in qualche caso hanno tifato per la fine della concorrenza piombinese in siderurgia.

Secondo, se è vero che Rebrab non ha cultura siderurgica (ma intanto si è affidato a un direttore generale esperto come Adriano Zambon), è vero anche che tutti i soloni della siderurgia, che raccontano dei guai presenti e futuri del mercato, non tengono conto delle possibilità che le relazioni di Rebrab gli concedono in Nord Africa. E comunque perché agli strenui difensori del valore del mercato, pare così folle che un imprenditore investa e rischi i suoi soldi come meglio crede? Infine, il progetto è originale quanto complesso, ha le sue fragilità, ma pure un pregio che a chi segue le vicende di Piombino non dovrebbe sfuggire: è improntato alla diversificazione (acciaio, porto, agroalimentare), e se funzionerà non lascerà più la città appesa alle fortune di un solo settore.

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