Attenzione
«Da 13 anni chiedevo una casa È una boccata di ossigeno»
PIOMBINO. Si guardano intorno, esplorano, commentano, scattano foto e si immaginano quelle stanze vuote con le pareti ancora bianchissime piene dei loro mobili. Sono stati tanti i futuri inquilini...
PIOMBINO. Si guardano intorno, esplorano, commentano, scattano foto e si immaginano quelle stanze vuote con le pareti ancora bianchissime piene dei loro mobili. Sono stati tanti i futuri inquilini degli alloggi popolari inaugurati ieri a entrare per la prima volta in quelle che diventeranno le loro case. Tra loro anche Pasquale Pappalardo e Mariagrazia Liguori, 39 e 37 anni: «Erano 13 anni che chiedevo al Comune una casa – racconta Mariagrazia – Abbiamo due bimbi piccoli, di 12 e 11 anni, e questa è una boccata d’ossigeno, soprattutto da quando mio marito non lavora». «Da settembre sono senza stipendio – prosegue Pasquale, operaio di una ditta esterna alla Lucchini – Dopo la cassa integrazione stiamo usando le ferie, ma a giugno finiranno anche quelle, e resta solo la speranza di tornare a lavorare. Speriamo di ripartire e magari un giorno di poter lasciare questa casa per un’altra con una camera in più per i bambini». Un piano più in alto c’è Barbara, 44enne, madre di due ragazzi di 21 e 16 anni, che lavora in un chiosco di fiori: «L’ho saputo una settimana fa, è stata una bella sorpresa. Non ricordo neppure da quanto avevo fatto richiesta di un alloggio popolare, non ci speravo più. Ho traslocato in un appartamento a marzo e devo spostarmi di nuovo qui, ma è un trasferimento felice. Sono separata e ora, con un affitto agevolato, avrò un pensiero in meno».(f.l.)
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