Sicurezza
Una nuova Cpo aperta a uomini e associazioni
Piombino: composizione e funzioni della Commissione per le pari opportunità. Il Movimento Cinque stelle propone di modificare il regolamento
PIOMBINO. Una Commissione pari opportunità aperta agli uomini e alle associazioni impegnate sui diversi fronti della parità. Non solo di genere. Il Movimento Cinque stelle mette sul tavolo della discussione alcuni elementi di novità nella composizione della Cpo. Saranno esaminati nella prossima riunione dell’organismo, presieduto da Lorena Tommasi (Pd), che la volta scorsa non raggiunse il numero legale. Prevedibilmente la riunione si terrà lunedì prossimo.
In parte si tratterebbe di un ritorno al passato non recentissimo. Perchè fino a qualche anno fa la commissione era esattamente così: aperta a numerose associazioni che, di fatto, portavano avanti un’attività intensa in varie direzioni. Poi, furono allontanate con l’introduzione di un nuovo regolamento che riduceva drasticamente la presenza del volontariato, limitandolo a quello strettamente femminili. Rimase invariata la componente istituzionale, con la presenza delle elette.
I Cinque stelle vanno oltre e chiedono che anche gli uomini possano farne parte. Iniziando dagli esponenti dei partiti in consiglio comunale, che non hanno donne a rappresentarli.
Nella proposta di modifica, si parte dall’attuazione del principio di parità stabilito dalla Costituzione, dalle leggi in materia e dallo Statuto del Comune, per dire che la nuova Cpo si impegnerà per promuovere le condizioni di pari opportunità tra gli individui, per la rimozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta per ragioni connesse al genere, religione, convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale e politico, e per la valorizzazione della soggettività di ogni persona.
Ad un dettagliato elenco di funzioni e di modalità operative, segue la composizione. Oltre alle donne elette nel consiglio comunale, si aggiungono uomini per le forze politiche non rappresentate da donne, le donne in giunta, i rappresentanti della Consulta degli Stranieri e del Centro Antiviolenza. E, ancora, un rappresentante per ciascuna delle associazioni che prevedano tra le finalità del proprio statuto il perseguimento delle politiche di pari opportunità, sia di genere che non. Si aggiunge che, per perseguire le pari opportunità anche per tutti i soggetti discriminati nei loro diritti e nella loro vita sociale, «la Cpo collaborerà con associazioni, comitati e organizzazioni scelte di volta in volta in base alle tematiche da affrontare, nonché con le esperienze locali, nazionali e internazionali più indicate a fornire un valore aggiunto all'obiettivo»
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