Attenzione
Cevital, ecco il piano per Piombino
Via libera dal Mise: 300 milioni per la siderurgia, 400 per logistica e agroalimentare. Prime operazioni subito dopo la firma del contratto, entro fine mese
PIOMBINO. Settecento milioni da investire in tre anni sulla siderurgia (300 milioni), sulla logistica e sull’agroalimentare (400 milioni): il Piano industriale presentato giovedì 14 da Cevital incassa il sostanziale via libera da parte del Mise. Un via libera di tipo politico confermato da fonti qualificate, anche se il ministro Federica Guidi spiega semplicemente che «il Governo seguirà con attenzione l’attuazione dell’accordo di programma».
Il punto è che il Piano presentato ieri (dopo che in aprile l’allora viceministro Claudio De Vincenti aveva chiesto a Cevital di riproporlo con maggiori dettagli) nella sostanza resta lo stesso più volte annunciato, ma stavolta viene considerato solido e circostanziato sia dal punto di vista del cronoprogramma che delle garanzie finanziarie e dell’analisi del mercato dell’acciaio.
Così che, secondo governo e istituzioni locali, la parola ora passa ad azienda e sindacati, con l’auspicio che in tempi brevi si raggiunga un accordo sui contratti integrativi (forse già nell’appuntamento del Mise di giovedì 21 con i sindacati nazionali e territoriali), in modo da partire già nel mese di giugno con gli ordinativi e le prime operazioni di demolizione della vecchia acciaieria. La prossima settimana poi due tavoli tecnici con l’azienda dovranno definire la questione del costo dell’energia (vicina un’intesa per l’area piombinese con un costo al megawattora intorno ai 50 euro) e delle bonifiche.
Al Mise oltre al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi c’erano l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, il sindaco Massimo Giuliani, il vicesindaco Stefano Ferrini e il commissario straordinario Piero Nardi. Al tavolo anche il nuovo direttore generale di Aferpi, Adriano Zambon, l’amministratore delegato di Cevital, Farid Tidjani, mentre il Piano è stato presentato dal presidente Issad Rebrab.
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«Il Piano è corredato da tutti i numeri e da un cronoprogramma ben preciso - ha affermato il sindaco - con la delineazione di tutte le fasi di sviluppo dell'intero progetto, sostanziato da un ragionamento solido e da un conto economico». Presenti infatti nel documento le lettere di credito di una banca internazionale a garanzia degli investimenti.
Per la parte siderurgica sono previste tre fasi: via con l’ottimizzazione e il revamping dei laminatoi per renderli più efficienti e produttivi, in contemporanea con la demolizione dei vecchi impianti dell’area a caldo e la costruzione di un nuovo treno rotaie, che andrà ad aggiungersi a quello già in funzione, per una spesa complessiva di 17 milioni.
La seconda fase sarà quella della costruzione del primo forno elettrico in Padule da completare entro l’anno prossimo con 115 milioni di investimento. Con l’avvio di questo intervento verrà ordinato il secondo forno elettrico (166 milioni) per raggiungere entro la fine del 2017 una produzione di due milioni di tonnellate all’anno, destinate al mercato europeo e a quello algerino, completando la terza fase del progetto. Per l’approvigionamento dei semiprodotti, infine, sono stati confermati accordi con fornitori italiani, europei e indiani.
Sulla logistica (150 milioni di investimenti) sono arrivate notizie già conosciute riguardo all’accordo commerciale col gruppo cinese Chec e i giapponesi di Mitsui, per realizzare tre nuove banchine da dove saranno movimentate merci in tutto il Mediterraneo, tra cui quelle prodotte dal nuovo impianto agroalimentare.
Infatti al termine delle bonifiche della vecchia area a caldo, partirà anche la realizzazione di questo impianto, sul quale sono stati illustrati nuovi dettagli. Cevital parla di 700 posti di lavoro nella produzione agroalimentare che consisterà in attività di triturazione di semi e mais per ottenere vari tipi di farine, e nella raffinazione, condizionamento e stoccaggio di oli vegetali a uso alimentare. Prospettata anche la realizzazione di uno zuccherificio e di un grande impianto di stoccaggio per la distribuzione di succhi di frutti sul modello di uno stabilimento già esistente a Rotterdam.
«Abbiamo apprezzato questo piano industriale - dice il sindaco Giuliani - che è la conferma di un progetto complesso e di un interesse molto rilevante per la siderurgia e per le potenzialità del territorio, e finalmente molto concreto e logico anche nella parte siderurgica. Ci sono tutti i presupposti per concludere anche la mediazione con le parti sociali e arrivare a un esito positivo della contrattazione».
Sul tema dell’occupazione, Cevital ha confermato la volontà di reimpiegare 2200 dipendenti con le modalità già definite, e cioè con circa 1200 dipendenti ex Lucchini da riassumere subito nell’Aferpi (una parte in solidarietà) e gli altri in cassa integrazione coperta dall’amministrazione straordinaria, con l’impegno della società algerina a ricollocarli nelle varie attività della holding entro la fine del 2016.
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