Il Tirreno

Cevital presenta il Piano da 300 milioni

di Cristiano Lozito
Cevital presenta il Piano da 300 milioni

Appuntamento al Mise, mentre la trattativa sugli integrativi è ripresa a fari spenti. Accordo per i blumi in Oman

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PIOMBINO. Oggi Cevital presenta al Mise il Piano industriale a Governo e istituzioni locali. Varie indiscrezioni confermano che nella sua versione definitiva il progetto per le ex acciaierie Lucchini è completo nella forma e nella sostanza. Dentro cioè ci sarebbero date e impegni concreti, e l’illustrazione di modi e tempi con cui Issad Rebrab – che oggi sarà a Roma con l’amministratore delegato Farid Tidjani e il neodirettore generale Adriano Zambon – intende far ripartire le acciaierie.

Nessuna novità sostanziale nella struttura del Piano, che resta dunque quello più volte annunciato, e che il 9 aprile era stato definito «solido» da Claudio De Vincenti: demolizione della vecchia area a caldo per realizzare in quell’area un impianto agroindustriale, due forni elettrici (da avviare rispettivamente in 18 e 24 mesi), revamping dei laminatoi, un nuovo impianto per produrre rotaie.

Gli investimenti per la parte siderurgica sono dunque nell’ordine dei 300 milioni: 17 milioni subito per un revamping dei treni di laminazione, poi dopo la firma del contratto via all’ordine per il primo forno elettrico, da realizzare in Padule con 115 milioni d’investimento. Nel corso di questi lavori verrà ordinato il secondo forno elettrico con altri 166 milioni per raggiungere entro il 2017 l’obiettivo di produrre due milioni di tonnellate all’anno.

Nel Piano dovrebbe trovar spazio anche la questione dell’approvvigionamento dei semiprodotti, decisiva per dar continuità ai laminatoi. In questo senso il recente viaggio degli algerini in Oman avrebbe portato a un accordo di collaborazione tecnica con i fratelli Jindal coinvolgendo un certo numero di lavoratori ex Lucchini nella penisola arabica per produrre i blumi necessari al treno rotaie e allo stesso tempo far scuola. Per le billette invece Cevital ha pronta un’altra soluzione con fornitori italiani.

Intanto continua il tam tam sulla ferma volontà di azienda e sindacati di chiudere entro la fine del mese l’accordo sul delicato tema dei contratti integrativi, indispensabile per arrivare alla firma del contratto definitivo. La trattativa è iniziata a fari spenti, con le parti ancora lontane: Cevital sembra disposta a discutere su cassa mutua, mensa e trasporti, i sindacati puntano al recupero di altri istituti (scatti, maggiorazioni, premio di risultato) che portino a irribustire buste paga altrimenti leggere e di poco superiori alla cassa integrazione. Il Piano industriale sarà illustrato (formalmente) ai sindacati solo giovedì prossimo, se davvero c’è la reciproca intenzione di chiudere entro fine mese – con la necessità anche di tenere le assemblee e organizzare il referendum – pare scontato che da qui al 21 la trattativa viva la sua fase decisiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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