Sicurezza
Un nido per la rondine che torna
Gli studenti posizioneranno nuove cassette artificiali fuori da Marciana
MARCIANA. Oggi si celebra la “Festa della rondine” alla collegiata di San Sebastiano. Iniziativa è promossa dal Comune in collaborazione col Gruppo Natour Biowatching Arcipelago Toscano, ispiratore e promotore della giornata di festa all’Elba; coinvolti gli alunni delle scuole primarie del paese. Saranno proprio loro che, accompagnati dagli insegnanti, andranno a posizionare nelle immediate vicinanze del centro abitato i nuovi nidi artificiali: cassette di legno con appositi fori che permettono l'ingresso dei velocissimi rondoni (per le rondini vere sono pronte apposite assicelle per permettere l'appoggio dei nidi naturali).
Anche a Marciana, dunque, quanto già successo a Rio Elba, dove naturalisti dell’Associazione Bat, insieme con l’amministrazione, rappresentanti del Centro Ornitologico Toscano, la guida del parco Cinzia Battaglia e gli studenti locali hanno posizionato i primi nidi per rondini, rondoni e balestrucci.
Il programma. Alle 9,30 ingresso delle scolaresche alla Collegiata. Presentazione e illustrazione del progetto ‘Un nido per la nostra rondine’, cui seguirà la proiezione di un filmato curato ed eseguito dall’associazione “Rondini d’Italia”. Segue passeggiata tra le vie del centro storico dove sono state posizionate negli anni precedenti le casette di legno. Poi si andrà fuori paese, per collocare i nuovi nidi artificiali. «Importante per noi adulti – ha detto il sindaco Anna Bulgaresi – trasmettere ai giovani questi segnali di rispetto della natura e degli animali. Molto spesso sono proprio i ragazzi che percepiscono per primi quanto sia vitale il rispetto dell’habitat. I giovani sono molto sensibili ai temi della tutela ambientale ed è uno stimolo anche per l’amministrazione. L'anno scorso abbiamo modificato il regolamento edilizio in senso favorevole alla nidificazione di specie alleate dell’uomo nel contenimento degli insetti dannosi alla salute». Come ogni primavera, tanti uccelli migratori ritornano sulle coste elbane. «Viaggio faticosissimo – dicono i responsabili del Gruppo Natour Biowatching – Hanno volato per circa 14 mila chilometri dai loro soggiorno invernale oltre il Sahara. L’evento di oggi che verrà ripetuto negli anni a venire è nato per aiutare il popolo migratore e ha l’ambizione di estendersi a tutta l’isola». (l.c.)
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