Il Tirreno

Profughi alla stazione, il M5s vuole vederci chiaro

«E’ mancata qualsiasi informazione, ora subito una conferenza dei sindaci» Lettera di alcuni residenti: «Sì all’integrazione ma pianificata e distribuita»

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CAMPIGLIA. I Cinque stelle invitano i cittadini a non dividersi sulla questione dei profughi ospitati in due alberghi a Campiglia stazione, chiedono trasparenza al sindaco, chiedono informazioni sulla cooperativa che si sta occupando dell’accoglimento e chiedono soprattutto che Rossana Soffritti convochi insieme a tutti i colleghi del territorio una conferenza dei sindaci.

«Abbiamo raccolto testimonianze dei cittadini - scrive in una nota il M5s di Piombino, Campiglia e San Vincenzo - noi, che siamo all’opposizione, abbiamo sentito il dovere di ascoltare e cercare di capire cosa abbia creato i maggiori disagi. La mancata informazione, la condivisione con il territorio e l’assoluta mancanza di trasparenza sono solo alcuni degli errori commessi nella gestione politica e sociale della questione. Non una conferenza stampa, alcuna comunicazione ai cittadini, né un’assemblea per preparare i residenti di quelle zone. Errore diventato anche politico, dal momento che nemmeno il consiglio comunale è stato messo al corrente di ciò che stava per accadere. A tutt’oggi ci troviamo a dover reperire informazioni fondamentali, a non sapere nulla sulla gara d’appalto vinta da un’associazione che sembrerebbe essere nata solo a gennaio, ad hoc, della quale non conosciamo l’apparato, né se i rumors che ci parlano di legami a doppio filo con politica e partiti siano attendibili. Vorremmo fosse poi verificata la gestione di questa cooperativa. Rispettano i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza? E i servizi che questa deve erogare, per i quali sono pagati con soldi pubblici pro capite(si parla di 35 euro per ospite), sono veramente erogati?».

«A ogni modo - prosegue il M5s - riteniamo fondamentale che il sindaco di Campiglia in primis, ma tutti i sindaci del territorio, prendano realmente coscienza del problema, convocando subito una conferenza dei sindaci della Val di Cornia, di cui riferire gli esiti in apposite assemblee pubbliche, che abbiano l’obiettivo di distribuire maggiormente i flussi. Non è accettabile che in un solo quartiere di poche decine di famiglie siano ospitate oltre 40 persone, è il territorio intero che deve farsi carico di una situazione che, presto o tardi, si verificherà in tutti i comuni e che, così com’è affrontata, crea disagi sia agli ospiti che ai residenti e di certo non favorisce l’integrazione e il rispetto fra gli individui, ghettizzando gli uni e impaurendo gli altri».

Abbiamo anche ricevuto una lettera firmata da «un gruppo di residenti della stazione di Campiglia» che si dicono «preoccupati per il centro di accoglienza dei migranti, ubicato all’improvviso sul territorio senza che nessuno si sia degnato di informare i residenti. Ora per l’intera giornata diverse decine di profughi e migranti stazionano intorno alle abitazioni, non sapendo bene cosa fare e come muoversi, senza precise indicazioni da parte delle autorità. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al sindaco, ma finora dal Comune nessuna risposta certa».

«Noi - aggiungono - riteniamo che l’accoglienza sia un valore, ma che debba attuarsi in maniera più pianificata e distribuita sul territorio, senza concentrare gruppi numerosi in un unico punto, cosa che sta generando problemi all’interno del gruppo stesso e nel rapporto con la comunità locale. Tanto meno ciò può avvenire in un luogo come la stazione, già degradato per via della indiscriminata urbanizzazione e punto sensibile per i collegamenti e il ruolo turistico».

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