Finanza
Solidarietà per i profughi Arrivate anche due culle
All’hotel “I 5 Lecci” tante persone ogni giorno portano beni di prima necessità Mauro Andreini (Homo Diogene): «Venturina sta dimostrando grande cuore»
VENTURINA. Continua la gara di solidarietà per i migranti che alloggiano all’hotel “I 5 Lecci”. Tantissime le persone che da giorni regalano ogni genere di beni di prima necessità, dai vestiti ai detergenti a qualche passatempo. E c’è chi ha pensato due vite che presto nasceranno, regalando due culle a due delle giovani ospiti arrivate in Italia in stato di gravidanza, che potranno così avere dei comodi lettini per i piccoli. Senza dubbio un gesto che scalda il cuore, e che è arrivato ieri mattina da una signora che, senza nemmeno dire il suo nome, si è affrettata a lasciare i suoi regali dall’auto in sosta.
«Dono graditissimo e inaspettato – ha detto Mauro Andreini, il presidente dell’associazione Homo Diogene che gestisce la residenza di prima accoglienza - Si è presentata questa signora chiedendoci se qui ai “5 Lecci” c’erano le due ragazze incinte, una di loro era vicino a me. Aveva lasciato la macchina qui fuori, pronta a essere scaricata ed è stata aiutata a portare le due culle. Non sappiamo chi è, perché non ci ha detto né come si chiama né di dove sia. Siamo stati davvero molto felici e l’abbiamo ringraziata tantissimo, ma è subito andata via». Sono atti di generosità che lasciano il segno, come tanti altri «che stiamo vedendo in questi giorni» spiega Andreini: «Tantissima gente - aggiunge – continua ogni giorno a portarci pacchi e buste carichi di abiti, scarpe, anche nuovi, saponi e tante altre cose di cui i nostri migranti hanno bisogno. Alcune persone, senza tante possibilità economiche, hanno comunque dato il loro contributo. C’è chi, ad esempio, ha fatto spesa di detergenti o indumenti intimi mettendo da parte qualche soldo del suo piccolo stipendio. Che dire, sono cose queste che ci dimostrano quanto grande sia lo spirito di solidarietà e accoglienza di tante persone».
E i volontari della Homo Diogene invitano non fermare le donazioni, perché c’è ancora bisogno di coprire, quotidianamente, le necessità dei circa quaranta richiedenti politici che attualmente vivono all’albergo di via della Stazione. Due giorni fa è arrivato il nuovo gruppo, si tratta di nove persone in tutto, tra cui tre coppie. Otto provengono dalla Nigeria e una dal Gambia. Erano da qualche giorno in un centro di smistamento in Sicilia, dove hanno atteso la destinazione per la provincia livornese e mandati quindi a Venturina, in base alla direttive della prefettura di Livorno e alla disponibilità dell’associazione di Andreini. Associazione che si è costituita nel gennaio di quest’anno, fondata da «un gruppo di persone già impegnate da tempo a vario titolo nel volontariato – spiega il presidente – che hanno deciso di unire le forze e le diverse esperienze nel sociale per rendersi utili in progetti di accoglienza». Presto, appena sbrigate le necessità amministrative, la Homo Diogene predisporrà per tutti i suoi ospiti un percorso d’integrazione socio-economico e culturale. Innanzitutto un corso di lingua italiana, che includerà ovviamente anche il gruppo sistemato alla “Rosa dei venti”, che nonostante l’anno e mezzo vissuto in un centro profughi trapanese, comunica ancora in francese o inglese. Come mai? «A dire la verità – dice Andreini – uno di loro parla e capisce l’italiano. Gli altri non so perché non lo conoscono, bisognerebbe informarsi presso il centro che li ha ospitati prima di venire da noi».
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