Sicurezza
Lotta al cinipide, il sistema ora funziona
In questi giorni gli ultimi lanci dell’insetto antagonista. Ma a Rio Elba protestano: qui le piante muoiono
MARCIANA. L’ultimo lancio del “torymus sinesis”, l’unico insetto utile a contrastare il “cinipide galligeno” che attacca, portandolo a seccare il castagno, è avvenuto in questo fine settimana.
Finora, per il 2015, l’immissione sul territorio marcianese dell’imenottero antagonista è l’ottava. E i risultati positivi si stanno cogliendo in questo territorio dell’isola. Sta procedendo secondo i tempi previsti dal programma l’attività programmata per limitare questo micidiale insetto sul territorio marcianese. Il problema è stato preso a cuore dall’amministrazione comunale che in quest’operazione è coadiuvata dai soci che fanno capo all’associazione Pedalta. Il programma, inoltre, è seguito dall’associazione nazionale Città del Castagno.
«Abbiamo messo in liberta nei nostri castagneti – dice Ivano Ferrini, dell’associazione Pedalta – dei soggetti allevati per conto della Regione Toscana, presso il centro di moltiplicazione “La Piana” di Camporgiano in provincia di Lucca».
Le zone del rilascio sono state prevalentemente nei pressi del romitorio di San Cerbone, Madonna del Monte, Pedalta e zone limitrofe.
«Il monitoraggio effettuato nei primi mesi di quest’anno – dice Vincenzo Anselmi, gestore dell’hotel BelMare a Patresi – dimostra che i nove lanci che sono stati effettuati nel corso del 2014 hanno sortito effetti positivi e incoraggianti. L’antagonista del terribile killer del castagno si è insediato bene e ha cominciato a riprodursi contrastando l’azione devastatrice del cinipide».
L’esperimento che si sta effettuando sulla maggiore isola della Toscana è costantemente seguito e tenuto sotto osservazione dal Dipartimento di Gestione dei sistemi agrari, alimentari e forestali dell’Università di Firenze.
«I risultati conseguiti finora – dice Luana Anselmi, presidente dell’associazione Pedalta, la prima organizzazione a scendere in campo per contrastare la diffusione di questo malanno del castagno – ci incoraggiano nel perseguire l’azione finora intrapresa. Siamo sulla strada giusta per difendere e salvaguardare il nostro patrimonio boschivo che è anche la nostra principale attrazione turistica».
Se però un versante dell’isola (quello occidentale) si sta fregando le mani per i buoni risultati, chi invece è abbattuto sono i cittadini di Rio Elba che ci segnalano la totale distruzione dei castagni della Ginestra.
«Non se n’è salvato neppure uno – concludono amaramente – Le azioni tese a contrastare il diffondersi del galligeno in questo versante non sono state messe in essere».
(l.c.)
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