Sicurezza
Saranno senza casa tra meno di un mese
Chiede aiuto Claudio Delli Gatti, disabile presto senza un tetto insieme alla mamma. Dal Comune si conferma assistenza
VENTURINA. Conto alla rovescia dei giorni, perché tra meno di un mese saranno senza casa: lo sfratto diventerà esecutivo il 6 giugno.
«E questa settimana la mia mamma dovrà essere operata ad un orecchio a Pisa... dove farà la convalescenza?». A chiedere aiuto Claudio Delli Gatti, 23 anni, disabile che sta condividendo questo momento difficile con la mamma, Lucia Caruso. Disperato dopo essere stato - per l'ennesima volta - a colloquio con l’assistente sociale finito con un nulla di fatto (e prima più volte in Comune a Campiglia).
«Sempre lo stesso rimpallo di responsabilità – racconta Claudio – L’assistente sociale ci invita ad andare dall’assessore e viceversa». Niente case popolari, ci sono graduatorie da rispettare «e gli appartamenti liberi devono essere risistemati – aggiunge – Certo ci assicurano un aiuto per l’affitto e stiamo cercando, da tempo, una nuova sistemazione… ma sono sempre cifre alte: si parla di 400-500 euro al mese. Come si fa – si chiede Claudio – se l'assistente sociale insiste che dobbiamo restare sotto i 250?».
Cerchi d’acqua difficili da arginare, perché non si vede la fine di questa crisi straordinaria, con le famiglie, anche in Val di Cornia, sempre più povere. Pure l’emergenza profughi sembra diventare un problema in più per chi non ce la fa ad arrivare in fondo al mese (anche se i Comuni non sono in nessun modo economicamente coinvolti nell’accoglienza).
«Da Napoli abbiamo raggiunto il mio gemello che qui ha trovato lavoro – prosegue Claudio – Ma poi questi suoi servizi si sono diradati e dunque lo stipendio è sceso notevolmente. La mia è una disabilità fisica grave e sono cardiopatico… Anche la mamma è invalida al 50%, però senza pensione. Così ci ritroviamo a vivere con i miei assegni di 289 euro più 104 di sostegno socio terapeutico… difficile anche riuscire a mangiare – sottolinea Claudio – figuriamoci a vivere dignitosamente, pagando le spese. Come sentirsi abbandonati».
E dunque? «Le tre famiglie in sfratto esecutivo – risponde l’assessore al sociale Alberta Ticciati – ad oggi sono sotto controllo. Le abbiamo sistemate con un certo equilibrio, pur con fatica e difficoltà, venendosi incontro, una soluzione si trova. Stiamo seguendo quanto succede a Claudio Delli Gatti che vive con la mamma, con sfratto esecutivo in corso: non sono stati lasciati soli. Certo dovranno fare la loro parte, collaborando. Visto anche – spiega Ticciati – che al momento la stagione turistica è prossima e dunque risulta difficile trovare appartamenti da privati a prezzo sostenibili, con in più la scadenza piuttosto vicina… abbiamo suggerito a Claudio e a sua madre, solo in via transitoria, di appoggiarsi ai familiari; a una delle figlie è già stato assegnato un appartamento nelle case popolari».
Immediata, via web, la risposta della citata figlia: «È vero – conferma – che abito in un alloggio comunale, ma ho tre figlie e un marito che lavora partime...e poi dal contratto che ho firmato... (Casalp) c'è scritto che posso ospitare massimo per una settimana. C'è gente abusiva su a Campiglia da ben tre anni.. e per i miei cari non c'è uno spiraglio? ».
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