Il Tirreno

CAMPIGLIA

Senza casa tra meno di un mese

di Cecilia Cecchi
Un'immagine del centro abitato di Venturina (foto Paolo Barlettani)
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Un'immagine del centro abitato di Venturina (foto Paolo Barlettani)

A chiedere aiuto Claudio Delli Gatti, disabile presto senza un tetto insieme alla mamma. Ma dal Comune si  conferma assistenza (e che il sostegno ai profughi non comporta per l'amministrazione alcuna spesa)

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VENTURINA. Conto alla rovescia dei giorni, perché tra meno di un mese saranno senza casa: lo sfratto diventerà esecutivo il 6 giugno. "E questa settimana la mia mamma dovrà essere operata ad un orecchio a Pisa... dove farà la convalescenza?".

A chiedere aiuto, stavolta (non è la prima non sarà l’ultima) Claudio Delli Gatti, 23 anni, disabile che sta condividendo questo momento difficile con la mamma, Lucia Caruso.

Disperato dopo essere stato - per l'ennesima volta - a colloquio con l'assistente sociale finito con un nulla di fatto (e prima più volte in Comune).

"Sempre lo stesso  rimpallo di responsabilità - racconta   Claudio -   L'assistente sociale ci invita ad andare dall'assessore e viceversa". Niente case popolari, ci sono graduatorie da rispettare "e gli appartamenti liberi  devono essere  risistemati - sottolinea -  Certo ci assicurano un aiuto per l'affitto e stiamo cercando da tempo una nuova sistemazione… ma sono sempre cifre alte: si parla di 400-500 euro al mese. Come si fa - si chiede Claudio - se l'assistente sociale insiste che dobbiamo restare sotto i 250? Chi ha a disposizione qualcosa per noi a questa cifra?".

Cerchi d'acqua difficili da arginare, perché non si vede la fine di questo lunghissimo momento di crisi straordinaria, con le famiglie anche in Val di Cornia che diventano sempre più povere.

Pure  l'emergenza profughi sembra diventare un problema in più per chi non ce la fa ad arrivare in fondo al mese.

"Da Napoli abbiamo raggiunto il mio gemello che qui ha trovato lavoro - prosegue Claudio -  Ma poi anche questi suoi servizi si sono diradati e dunque anche lo stipendio è sceso notevolmente. La mia è una disabilità fisica grave e sono cardiopatico…  tutto questo non mi fa bene… Anche la mamma è invalida al 50% , ma senza pensione. Così ci ritroviamo a vivere con i miei assegni di 289 euro  più 104 di sostegno socio terapeutico… difficile anche riuscire a mangiare, figuriamoci a vivere dignitosamente pagando le spese. Davvero è come sentirsi abbandonati".

Dunque ennesima situazione complessa. "Ma le tre famiglie in sfratto esecutivo – assicura l’assessore al sociale del Comune di Campiglia, Alberta Ticciati – ad oggi sono sotto controllo. Le abbiamo sistemate trovando un certo equilibrio  che non si  sa mai quanto possa essere  stabile. Vero che le criticità sono tante, ma  alla fine pur con fatica e difficoltà venendosi incontro una soluzione si trova".

Per Claudio Delli Gatti?

"Vive con la mamma, con sfratto esecutivo in corso.  Ma nel Comune risiedono anche altri figli della signora, che vengono seguiti come tutta la famiglia dall’amministrazione e dall’Asl. Con Claudio e sua madre stiamo seguendo il percorso tradizionale e non sono affatto stati lasciati soli. Certo  dovranno fare la loro parte , collaborando.   Visto anche  – spiega Ticciati –  che al momento  la stagione turistica è prossima e dunque risulta difficile trovare  appartamenti da privati a prezzo sostenibili, con in più     la scadenza  piuttosto vicina… abbiamo suggerito a Claudio e a sua madre, solo  in via transitoria, di appoggiarsi ai familiari, a una delle figlie è già stato assegnato un   appartamento nelle   case popolari".

Comunque si tratta di cittadini che attraversando momenti difficili  poco propensi a comprendere l’accoglienza data ai profughi anche qui.

"La situazione è complessa – conferma Alberta Ticciati – comprendo i cittadini residenti qui  da anni, alle prese con tanti problemi, che   vedono aiutare persone appena arrivate…possono pure   pensare che si tratti di aiuti che vengono tolti a loro.   Umanamente comprendo questo  punto di vista – dice ancora Ticciati – ma la verità sta altrove. Esistono dei procedimenti stabiliti dallo stato per che l’assistenza ai rifugiati   che arrivano da situazioni di grande sofferenze, fuggendo   da guerre e persecuzioni. Il Comune per questi profughi  dà  sostegno morale, su indicazioni della prefettura,  ma niente  in termini di risorse o aiuti operativi".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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