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Sanità in agitazione, il Fials all’attacco
Il sindacato aderisce al comitato per l’abrogazione della legge regionale e definisce «fallimentare» la gestione dell’Asl 6
PIOMBINO. Comparto sanità in agitazione. Lo ha dichiarato il Fials. Il sindacato autonomo lunedì 11 incontrerà l’azienda e intanto ha aderito al Comitato per l’abrogazione della legge regionale 28/2015. In questi giorni raccoglierà firme in tutta la provincia per promuovere il referendum diretto alla cancellazione della riforma. Il Fials contesta una gestione Asl6 fatta di tagli di personale e di mantenimento di incarichi dirigenziali, violazioni contrattuali e un accorpamento tra gli ospedali di Piombino e Cecina che produrrà solo disagi.
Il sindacato dunque ha proclamato lo stato di agitazione del personale e lunedì 11 si svolgerà una prima riunione all’Asl6 per esaminare le richieste sottoposte all’azienda e alla prefettura. Al primo posto figura il piano assunzioni per il personale con aumento delle risorse anche in ragione del periodo estivo, per il mantenimento del livello dei servizi, per la tutela dei diritti dei lavoratori anche con riferimento ai lavoratori precari. Lo riferisce il segretario del Fials, Massimo Ferrucci, in una lunga nota al termine dell’assemblea dei lavoratori.
La riforma regionale. Giudizio negativo sulla legge regionale 28/2015 e preoccupazione «per gli effetti devastanti che potrà determinare - scrive Ferrucci - Tre Asl territoriali per tutta la regione e il mantenimento di tre aziende ospedaliere universitarie appare come un risparmio di risorse. Si delineano invece riduzioni di personale attraverso formule di prepensionamento, aggregazioni e accorpamenti di attività destinate a diminuire e allontanare i servizi dai cittadini con conseguente depotenziamento della sanità pubblica e una progressiva veicolazione verso la sanità privata. Un’operazione di immagine per la campagna elettorale del presidente Enrico Rossi che non intacca la spesa per gli apparati. Rimangono enti inutili come le Società della salute, il nuovo Estar che costerà più dei tre soppressi Estav e il numero dei dirigenti nei vari livelli di direzione con commissari per la programmazione di area vasta, commissari delle future aziende, vice commissari, direttori di dipartimenti aziendali e interaziendali, con i loro staff, è destinato ad aumentare».
L’unione di Piombino e Cecina. «Nella nostra provincia - dice Ferrucci - da tempo i sindaci che hanno dato parere favorevole alla riforma e i sindacati confederali spingono per realizzare aggregazioni di attività tra ospedali trincerandosi dietro i parametri degli standard sanitari nazionali. Viene caldeggiata la scelta di unire i presidi di Piombino e Cecina e ciò rispetto al dato di popolazione produrrà proprio in applicazione degli invocati standard (popolazione da 80 a 150mila, nel caso di specie circa 140mila) la possibilità di una concentrazione del punto nascita a Cecina e di ortopedia a Piombino creando le precondizioni dell’attuazione della legge 28 con la possibilità di ridurre ai minimi termini i servizi degli attuali ospedali. Le equipe itineranti tra due ospedali non sono la soluzione; non produrranno risparmio ma costringeranno i cittadini alla mobilità non solo in presidi entro 50 chilometri ma in tutta la futura Azienda area vasta nord ovest».
Gestione fallimentare dell’Asl. Secondo il Fials, «la direzione dell’Asl 6 ha prodotto una gestione fallimentare; le Case di salute non ci sono, l’assistenza domiciliare non ha avuto alcun potenziamento, le liste di attesa hanno assunto dimensioni vergognose». La direzione attuale è «la rappresentazione più efficace di liquidatori nell’ambito dell’ossequiosa applicazione delle direttive regionali. L’Asl ha ridotto il personale del comparto; la determinazione del direttore generale sul piano assunzioni diminuisce la consistenza del numero dei lavoratori di oltre un milione e mezzo di euro ed espelle i lavoratori a tempo determinato in nome di una futura assunzione di personale a tempo indeterminato. Ciò avviene in palese violazione delle norme contrattuali per l’assenza di confronto con i sindacati, degli accordi sottoscritti in sede aziendale e regionale che prevedono la loro proroga. Non rispetta, inoltre, il Dpcm sul personale precario del comparto sanità in tema di concorsi riservati e proroghe per il personale a tempo determinato. I lavoratori del comparto sanità non fruiscono dei diritti fondamentali al riposo settimanale e giornaliero, hanno accumulato un grande numero di ferie e sono obbligati allo straordinario programmato; tutto ciò è insopportabile anche in considerazione che la direzione ha potenziato il proprio apparato acquisendo ben cinque dirigenti e mantenendo due incarichi libero professionali con una spesa che si attesta oltre i 500mila euro».
Le violazioni contrattuali. Il Fials ha chiesto l'apertura della contrattazione sull’utilizzo delle risorse dei fondi contrattuali con la possibilità di finalizzarle agli istituti della produttività, della corresponsione delle fasce economiche anche alla luce delle possibilità fornite dalla legge di stabilità per il 2015. La direzione ha disposto di impiegare un’ingente quantità dei fondi, con scelta unilaterale, per accordare fasce economiche a una parte di lavoratori a detrimento dei diritti della generalità dei dipendenti. In via analogica ha adottato scelte sul piano di formazione, sulla pronta disponibilità decidendo con fare padronale sulle risorse dei fondi contrattuali. Tutto ciò ha indotto inoltre il Fials ad adire le vie legali per contrastare una condotta arrogante e lesiva dei diritti del sindacato».
E i sindaci? «Il degrado progressivo dei servizi è visibile - aggiunge Ferrucci - e i cittadini sono esasperati o rassegnati ma non si capisce i sindaci da che parte stanno. Non sicuramente con i cittadini, infatti non c'è traccia di un intervento organico per una programmazione forte, una critica contro i massimi responsabili della ristrutturazione del Servizio sanitario regionale e non esiste riscontro di una costante pressione contro una direzione generale che sta dissolvendo la sanità pubblica livornese con riduzione dei servizi e costanti difficoltà e disagi provocati ai cittadini».
«I sindaci - aggiunge Ferrucci - hanno dato parere favorevole alla legge regionale 28/2015 all'unanimità e non si scontrano con la direzione aziendale con la quale intrattengono cordiali relazioni in dispregio delle difficoltà dei cittadini». Anche a Livorno dove, aggiunge Ferrucci, «al Fials non bastano le vaghe parole del sindaco sulla futura riedificazione/riorganizzazione dell’attuale ospedale».
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