Gioco
Rilancio della costa, sanità, turismo, isola d'Elba: le quattro sfide di Gianni Anselmi
Il capolista del Pd in provincia di Livorno: "L'economia deve crescere, anche con la diversificazione"
PIOMBINO. Chi lo segue in questa campagna elettorale, da Stagno a Riotorto, da Sassetta all’Elba, racconta che l’animo pugnace da sindaco di ferro stia pian piano lasciando il posto al politico riflessivo e quadrato, che sa di poter esser chiamato a rappresentare un’intera provincia. Il ruolo di capolista del Pd impone a Gianni Anselmi di avere un approccio che guarda a tutto il collegio, peraltro accomunato dagli stessi problemi.
Un collegio, quello di Livorno, di Piombino, dell’Elba, della costa Etrusca, che guarda alla prossima legislatura regionale con molte aspettative, dopo tanti anni in cui le politiche fiorentine hanno privilegiato la toscana del Nord-Est e il triangolo universitario.
Per questo la prima delle quattro sfide che declinano il programma dell’ex sindaco di Piombino è quella della costa, di un’economia che va rilanciata cambiandole anche volto. Le altre sfide da vincere, per Anselmi, sono la sanità, il turismo e la crescita dell’isola d’Elba.
«Il divario fra Firenze e la costa - ci dice, con in mano l’immancabile toscano tagliato a metà - negli ultimi anni si è accentuato. È entrato in crisi il modello che vedeva vicino al mare le grandi industrie di base, come Lucchini o Solvay, accanto al solo turismo. Da sindaco di Piombino ho maturato un’esperienza importante in questo contesto, visto che la mia città ha avuto anni difficili, ma al tempo stesso sta anche tracciando la strada per uscirne».
Quindi va rivisto il tessuto produttivo?
«Deve mutare profondamente, aprendo all’innovazione, al rispetto dell’ambiente, all’iniziativa privata. Ed è questo un percorso che va di pari passo con la modernizzazione delle infrastrutture. La costa soffre anche perché non ha strade e ferrovie adeguate. E Piombino, in particolare, ha bisogno della 398. È diventata un po’ la mia ossessione, ma del resto è decisiva per il porto, ma anche per l’Elba».
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11394421:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11394421:1652044043/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Piombino è partita con un programma chiaro.
«Sono due le piattaforme sulle quali Piombino può e deve costruire il futuro. Una risale al 2013 ed è il piano regolatore del porto, che ha permesso i lavori di ampliamento ormai quasi terminati e liberato aree importanti, l’altra è l’accordo di programma firmato nel 2014 e portato avanti dall’attuale Amministrazione comunale. Insieme consentono quella diversificazione dell’economia che è decisiva per il rilancio dell’intera area».
Un tema caldo, in questi giorni, è la sanità.
«È un tema che va osservato con uno sguardo alto, visto che ci troveremo in un’area vasta che comprende Pisa, Lucca, Massa Carrara e Livorno. L’impegno è quello di lavorare perché il territorio si organizzi in modo da razionalizzare senza tagliare servizi ai cittadini».
Pare facile...
«Non è facile, ma è fattibile. Va riorganizzata in rete la logica ospedaliera, potenziando in modo capillare le case della salute e l’assistenza domiciliare. Quindi vedo insieme val di Cornia e val di Cecina, mentre Livorno ha una logica diversa, essendo a pochi km da Pisa. Penso a un’area subdipartimentale nella quale i servizi vengano erogati come un unico ospedale, ma con figure apicali e medici che operino su tutti e tre i presìdi. In questo contesto va anche tutelata la specificità insulare dell’Elba, con un’emergenza-urgenza al top, con chirurgia ed ortopedia di livello e interventi programmati. È chiaro che servono investimenti sugli organici».
Veniamo al turismo, settore in crescita e con enormi potenzialità.
«La prossima legislatura regionale sarà chiamata ad approvare il nuovo testo unico per il turismo, sarà un confronto importante per il territorio, anche qui tenendo presente la specificità dell’Elba, che ha bisogno prima di tutto di allungare la stagione. Anche in questo settore val di Cornia e val di Cecina devono pensare insieme, per offrire un prodotto che valorizzi la professionalità degli operatori. Insomma, serve pure qui una visione alta, che guardi a una progettazione condivisa, a mobilità sostenibile, a promozione unica».
Chiudiamo con l’Elba, le sue origini.
«La mia famiglia viene da Marciana Marina. Ma, a parte questo, credo che l’isola abbia bisogno di essere finalmente ben rappresentata a Firenze. Per i tanti temi di cui ho già parlato. E per avere risposte concrete, grazie a un interlocutore unico che superi le tante divisioni. L’Elba necessità di servizi ai turisti e di servizi a chi ci vive, ha bisogno di tutela del paesaggio e dell’ambiente, ha bisogno di un nuovo protagonismo del territorio. Mi piace guardare ai problemi dell’isola stando in quella parte del mare e non, come si è sempre fatto, osservandoli dalla costa. Un tema su tutti: i collegamenti. L’aeroporto è decisivo, ma lo sono anche i traghetti, soprattutto in inverno. E poi gli investimenti: il water front di Portoferraio è un progetto a cui guardo con favore». @guifiorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
