Il Tirreno

«In emergenza urgenza gli esami sono immediati»

di Luigi Cignoni
«In emergenza urgenza gli esami sono immediati»

Il direttore sanitario Asl 6 Carlo Giustarini risponde alle proteste del sindaco dopo l’ennesimo caso di ritardi per importanti accertamenti radiografici

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PORTOFERRAIO. «Al momento della richiesta della coronarografia non furono riscontrati nel paziente elbano elementi d’instabilità clinica tali da giustificare l’urgenza. In questi casi l’esame sarebbe stato effettuato in qualsiasi momento nelle ventiquattr’ore». Lo scrive il direttore sanitario Asl n. 6 di Livorno Carlo Giustarini, in risposta alla lettera aperta che il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, aveva indirizzato al direttore generale Eugenio Porfido e all’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni. E aggiunge: «Il paziente comunque è stato sottoposto, presso la Fondazione toscana Gabriele Monasterio di Massa a un intervento cardiochirurgico di rivascolarizzazione miocardica».

Getta acqua sul fuoco della polemica Carlo Giustiniani e risponde così punto su punto alla lettera che il primo cittadino aveva inviato al direttore generale dell'Azienda sanitaria. Lo fa, per chiarire la vicenda di cui si era reso protagonista il padre del vicesindaco di Marciana Marina, che aveva richiesto un esame specialistico al cuore (appunto la coronarografia) e che gli era stato previsto fra 8 mesi e solo un caso del tutto fortuito lo aveva salvato da un’ennesima crisi cardiaca, con lo scampato pericolo di finire in tragedia. «Il 24 aprile – puntualizza Carlo Giustiniani – è stata rappresentata telefonicamente a un cardiologo dell’emodinamica dell’ospedale di Livorno da parte di un collega conoscente del paziente elbano l’opportunità di accelerare l’esecuzione dell’esame richiesto. Per questa ragione il signore di Marciana Marina fu trasferito nella lista prioritaria, dalla quale sarebbe stato chiamato al massimo entro due settimane per effettuare l’esame». Non ci sarebbero dunque tempi morti, né attese lunghe anche perché per effettuare in modo conveniente l'esame, il cardiologo specialista ha bisogno di uno stretto monitoraggio delle condizioni cliniche, grazie alle quali possono essere evidenziati elementi d’instabilizzazione legati al variare della sintomatologia, in base ai quali si rende indispensabile il ricovero immediato in ambiente ospedaliero che costituisce la protezione contro la morte improvvisa.

In tale scenario l’esame coronarografico deve essere eseguito entro 24 ore o al massimo 48. Allo stato attuale delle cose le condizioni generali del paziente elbane sono buone e stabili. “E' la dimostrazione – prosegue Carlo Giustarini – che la catena di soccorso ha funzionato in modo eccellente. All'ospedale elbano il paziente è stato rianimato da arresto cardiaco senza riportare reliquati neurologici, grazie alla competenza – conclude - e alla capacità di tutto il personale medico e infermieristico intervenuto nel soccorso, al quale vanno i nostri complimenti e ringraziamenti”. “Sono contento per lo stato di salute del nostro concittadino – replica il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – il quale ha visto risolta positivamente la patologia di cui soffre da alcuni mesi grazie alla casualità. Nel senso che si trovava presso il nostro nosocomio per altri accertamenti, quando si è presentata la crisi cardiaca. Se non era qui a Portoferraio, ma in in altro posto, chissà se ora potevamo congratularci per il buon esito della vicenda». Il problema di fondo della sanità all’Elba, tuttavia, rimane nelle sue priorità. «Prendo atto delle risposte del direttore sanitario dell’Asl di Livorno. Ho letto la sua relazione dettagliata. Ma urge fare chiarezza – conclude il sindaco – anche su tutte le altre problematiche relative alla sanità sul nostro comprensorio».

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