Il Tirreno

Parodi all’attacco di Asa «La bolletta aumenterà»

Parodi all’attacco di Asa «La bolletta aumenterà»

Duro scontro con il consigliere Trebino sui costi per i singoli cittadini: «Da 78 milioni di ricavi da tariffa saliranno a 90, i numeri sono chiari»

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SUVERETO. È scontro fra il sindaco di Suvereto, Marcello Parodi, e il consigliere di Asa Ennio Marcello Trebino sui costi dell’acqua. Nei giorni scorsi, infatti, il consigliere Trebino, rispondendo a Parodi che temeva aumenti, aveva detto “Perché non informare i cittadini che sull’acqua pagano anche molte altre operazioni, soprattutto immobiliari, di edilizia pubblica realizzate a cura degli stessi Comuni?”. Ora è Parodi che replica.

«Si rimane basiti dal tono con cui il dottor Trebino consigliere delegato Asa si rivolge al sindaco di Suvereto sugli aumenti del costo dell'acqua che ci saranno prossimamente, in discussione in questi giorni presso l'Autorità Idrica Toscana. Vorrei ricordare al dottor Trebino, la cui carica è in scadenza, che fa parte di una società partecipata e che quindi il suo stipendio è fatto coi soldi pubblici dei cittadini. I Comuni, e quindi i sindaci, sono i soci azionisti di maggioranza, e quindi auspico, in seguito un atteggiamento più rispettoso nei confronti degli Amministratori».

Asa aveva replicato ai timori di Parodi e parlando di operazioni immobiliari di edilizia pubblica realizzate dai comuni che i cittadini pagherebbero sull'acqua.

«Visto che non siamo a conoscenza di tali operazioni, invitiamo lo stesso a specificare meglio di cosa si tratta (quali operazioni e quali Comuni) per trasparenza, e per il bene dei cittadini. Parliamo del socio privato di Asa, Iren, che detiene il 40% delle quote e la governance di Asa (ha due voti su tre in consiglio, oltre all’amministratore delegato). Iren è quotata in borsa e, dopo il ricambio dei vertici aziendali del giugno 2013, ha come presidente l’ex ministro Francesco Profumo. Ma le linee guida di Iren, nei confronti di Asa, non sono per niente chiare. Sembrava che dovessero acquistare il ramo commerciale del gas, poi non si sono neanche presentati alla gara. E in questi anni, per bocca dello stesso presidente di Asaa Fabio Del Nista, apprendiamo che il socio privato ha immesso ben pochi capitali nella società per fare investimenti».

La discussione politica principale gravita intorno al fallimento della legge Galli del 1994 che ha istituito lo stesso meccanismo "vuoto per pieno" utilizzato per i rifiuti: se non si raggiunge la quantità prefissata, ovvero se la cittadinanza usa meno acqua, paga di più perché ormai l'azienda ha stabilito che deve incassare un tot e così deve essere. «Sarebbe questa la strada per razionalizzare i consumi e ridurre gli sprechi di una risorsa così preziosa? E basta guardare il conto economico di Asa dei prossimi anni per capire che per i cittadini saranno guai per quanto riguarda gli aumenti visto e considerato che la società ipotizza nel 2015 ricavi da tariffa per 78milioni, nel 2016, di oltre 85 milioni, di 88 milioni nel 2017 e di oltre 90 milioni per gli anni successivi. Un’ipotesi con un trend crescente del genere mal si sposa con una politica di risparmio idrico. Altrimenti Asa ci dovrà spiegare come farà ad aumentare i ricavi dalle bollette se diminuiscono i consumi dei cittadini virtuosi senza aumenti di tariffa».

In conclusione i canoni che Asa versa ai comuni sono dovuti per il semplice fatto che la rete idrica è pubblica, ed il concessionario, visto che fa utili sul servizio, deve pagare l'affitto per l'utilizzo della stessa. Canoni che entrano nelle casse dei Comuni e vengono redistribuiti attraverso i bilanci sul territori come servizi da parte delle Amministrazioni.

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