Il Tirreno

Otto mesi per un esame e Ferrari scrive in Regione

di Luigi Cignoni
Otto mesi per un esame e Ferrari scrive in Regione

Il sindaco protesta con il direttore generale dell’Asl e l’assessore Marroni «Non possiamo più sopportare di avere ritardi che ci mettono in pericolo»

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PORTOFERRAIO. È ora di dire basta, con la fermezza di chi ha la sicurezza di trovarsi dalla parte giusta.

«È avvenuto solo per una coincidenza fortuita – dice il primo cittadino di Portoferraio, Mario Ferrari – che all'ospedale non si sia verificato l’ennesimo fatto drammatico».

Il sindaco si riferisce all’episodio di cui è stato protagonista il padre del vicesindaco di Marciana Marina. Il paziente si trovava all’ospedale per un normale controllo radiografico, ma è affetto da cardiopatia che gli era stata diagnosticata nell’ottobre 2014 e per la quale erano stati richiesti ulteriori accertamenti, rimanendo purtroppo in attesa per ben 8 mesi. Mentre stava eseguendo gli accertamenti, ha avuto un doppio arresto cardiaco.

«Ci stava lasciando la pelle - continua ancora il sindaco di Portoferraio – per la mancata esecuzione della coronarografia richiesta e programmata dagli specialisti, ma rimasta solo un programma. Ed è ora ricoverato in una sala di rianimazione. Mi chiedo – dice sempre Mario Ferrari - se non avesse avuto la fortuna di trovare presso il nostro nosocomio e invece si fosse trovato in qualsiasi altro posto, come sarebbe andata a finire la storia? Quanto è avvenuto è la palese dimostrazione che, sull’Isola, non c’è garanzia per la salute dei cittadini. Dobbiamo, noi pubblici amministratori, impegnarci perché non sia più in pericolo la vita dei nostri amministrati e degli isolani tutti».

L’accaduto è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il tempo delle chiacchiere e delle promosse, pare che sia finito. Oggi occorre agire e prendere provvedimenti. Con questo stato d’animo, ieri mattina, Mario Ferrari ha scritto la lettera che ha inviato al direttore generale Eugenio Porfido e all’assessore alla Sanità Luigi Marroni.

«Sebbene il governatore Enrico Rossi rifiuti il concetto di “pericolo per la vita degli elbani” – si legge - l’ultimo fatto che è avvenuto a Portoferraio conferma che esiste veramente la “mala sanità elbana”. Abbiamo tralasciato in passato – aggiunge ancora Mario Ferrari - di scrivere circa la chiusura delle liste per la diagnostica radiologica, per le visite oculistiche, per i piccoli interventi, per la diagnostica gastroenterologia, problemi risolti con l’intervento del Delegato alla Sanità Luciano Rossi e del Comitato Elba Salute, ma non possiamo oggi di esimerci dal chiedere chiarimenti sull’ultima gravissima vicenda della quale è rimasto vittima un nostro concittadino».

A conti fatti paiono legittime le perplessità sulla funzionalità e sull’organizzazione del reparto cardiologico di Livorno, su come e da chi sono gestiti gli appuntamenti e come si valutano eventuali priorità per l’esecuzione di esami strumentali fondamentali per la vita dei cittadini.

«Ma soprattutto vogliamo sapere – aggiunge il primo cittadino - se il servizio è in grado di rispondere alle reali esigenze della popolazione perché questo non è solo un nostro dovere ma soprattutto un nostro diritto. In questa situazione non siamo più disposti ad accettare l’assordante silenzio che da mesi oramai caratterizza gli organi istituzionali, tecnici e politici. Se verificheremo esserci state inadempienze da parte di qualcuno che hanno portato a queste drammatiche conseguenze – conclude il sindaco – la nostra amministrazione si sentirà in dovere di adottare tutte le procedure del caso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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