Italia
Il sindaco Ferrari scrive a Porfido e Marroni: "Sanità, ancora disservizi. L'Elba è stanca"
Lettera aperta del sindaco dopo il caso di un uomo colpito da infarto: ha atteso gli esami otto mesi
PORTOFERRAIO. Il caso di un elbano colpito da infarto, dopo che ha dovuto attendere otto mesi le analisi all'ospedale, ha spinto il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari, a scrivere una lettera aperta al direttore generale dell'Asl, Eugenio Porfido, e all'assessore alla sanità della Regione, Luigi Marroni. Ma il sindaco chiama in causa anche il governatore Enrico Rossi.
"Nonostante i proclami circa l’ottima qualità della sanità Toscana e nonostante la veemenza con la quale il governatore Enrico Rossi rifiuta il concetto di “mettere in pericolo la vita degli elbani” sono sempre più numerosi i casi che non esitiamo più a definire di “mala sanità elbana”. Abbiamo tralasciato in passato di scrivere circa la chiusura delle liste per la diagnostica radiologica, per le visite oculistiche, per i piccoli interventi, per la diagnostica gastroenterologia, problemi risolti con l’intervento del delegato alla sanità dott. Luciano Rossi e del comitato Elba Salute, ma non possiamo oggi di esimerci dal chiedere chiarimenti sull’ultima gravissima vicenda della quale è rimasto vittima un nostro concittadino il quale, affetto da cardiopatia diagnosticata nell’ottobre 2014 e per la quale erano stati richiesti ulteriori accertamenti, è rimasto inutilmente in attesa per ben 8 mesi.
Oggi ha pagato con un infarto complicato da gravi disturbi cardiaci la mancata esecuzione della coronarografia richiesta e programmata dagli specialisti, ma rimasta solo un programma, ed è ora ricoverato in una sala di rianimazione. Non possiamo non domandarci come può essere accaduto e sollevare legittime perplessità sulla funzionalità e sull’organizzazione del reparto cardiologico di Livorno, su come e da chi sono gestiti gli appuntamenti e come si valutano eventuali priorità per l’esecuzione di esami strumentali fondamentali per la vita dei cittadini, ma soprattutto vogliamo sapere se il servizio è in grado di rispondere alle reali esigenze della popolazione perché questo non è solo un nostro dovere ma soprattutto un nostro diritto.
In questa situazione non siamo più disposti ad accettare l’assordante silenzio che da mesi oramai caratterizza gli organi istituzionali, tecnici e politici, e una mancata risposta ai nostri dubbi ci costringerà a rivolgere le stesse domande alle autorità competenti".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
