Il Tirreno

Verso un accordo sul prezzo dell’energia

di Cristiano Lozito
Verso un accordo sul prezzo dell’energia

Il lavoro di De Vincenti potrebbe portare a un costo per megawattora molto più basso (intorno ai 50 euro) per le industrie locali

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PIOMBINO. Un accordo sul prezzo dell’energia per le industrie è alle porte, col governo pronto a raccogliere così le esigenze non solo di Cevital – che vuole certezze sul tema prima di firmare il contratto definitivo di acquisto della Lucchini – ma anche di Magona e Dalmine.

Con Comune e Regione in cabina di regia, il lavoro avviato da Claudio De Vincenti quando era viceministro dello sviluppo economico, non sarebbe ancora completato, pur essendo praticamente in dirittura di arrivo. La leva sarebbe quella della condizione di Piombino, “Area di crisi complessa”, con l’obiettivo di portare il prezzo dell’energia per le aziende le comprensorio intorno ai 50 euro al megawattora.

Un’intesa del genere renderebbe competitive le nostre aziende sotto questo punto di vista in relazione a quelle del Nord, che pagano un costo in quell’ordine di grandezza. Se la Lucchini pagava 75 euro a mwh, si può intendere come un provvedimento del genere possa dar fiato in particolare all’Arcelor Magona, dove un megawattora costa circa il doppio rispetto alla Lucchini.

Non è ancora stata fissata invece la data per la presentazione del Piano industriale Cevital. L’incontro al momento non è nell’agenda della prossima settimana del ministro Federica Guidi, anche se la convocazione può arrivare in qualsiasi momento. Cevital comunque – impegnata in questi giorni in Oman per cercare un’intesa con Jindal sull’approvvigionamento dei semiprodotti – sarà di ritorno martedì prossimo, 12 maggio. La presentazione del Piano darà poi il via alla contrattazione sugli accordi aziendali.

Intanto le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro al ministro Guidi per definire nei dettagli la questione degli ammortizzatori sociali, collegata all’accordo con Cevital.

Oggi poi al Mise è in programma la firma dell’Accordo di programma per mettere in campo i 52 milioni e 200mila euro di finanziamenti e incentivi destinati al rilancio delle imprese. E’ l’ultima mossa per concretizzare il Prri (Progetto di riconversione e riqualificazione industriale) di Invitalia che governerà gli interventi agevolativi e le varie attività di soggetti pubblici e privati nell’esecuzione degli interventi.

Oggi alla firma sono chiamati i ministeri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture, del Lavoro, delle Politiche sociali, dell’Ambiente, Regione, Provincia, Comune di Piombino e Autorità portuale. I 52 milioni di Regione e Governo dovranno favorire la diversificazione, con contributi a fondo perduto e tassi agevolati per le imprese. Condizione essenziale è la presentazione di progetti nel segno dell’innovazione, con meccanismi che premieranno l’assunzione di lavoratori che hanno perso l’impiego.

La firma di oggi al ministero dello Sviluppo economico dovrebbe consentire di far partire i bandi (già alcune decine di imprese hanno manifestato il loro interesse) entro il mese di giugno, così da produrre i primi effetti concreti in termini di occupazione all’inizio del 2016.

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