Sicurezza
Legambiente protesta: "La variante al piano strutturale è da ripubblicare"
L'associazione contesta al Comune di Portoferraio la scarsa pubblicità degli atti urbanistici: "E comunque il piano non è conforme alla nuova legge urbanistica regionale"
PORTOFERRAIO. «Variante al piano strutturale, la pubblicazione è tutta da rifare». E' quanto sostiene Legambiente Arcipleago toscano che contesta al Comune di Portoferraio la scarsa pubblicità dei documenti urbanistici del piano.
«Nelle sue osservazioni sulla variante al piano strutturale del Comune di Portoferraio - spiegano dall'associazione - Legambiente non entra nemmeno nel merito al documento adottato dal precedente consiglio comunale il 4 aprile 2014 perché fa presente che al momento della stesura delle presenti osservazioni, il 28 aprile 2015, nell’apposita sezione del sito web istituzionale del Comune non sono mai stati pubblicati lo schema del provvedimento di approvazione, le delibere di adozione i relativi allegati tecnici della variante al piano strutturale adottata, prima che siano portati all'approvazione; gli atti di governo del territorio, quali, tra gli altri, piani territoriali, piani di coordinamento, piani paesistici, strumenti urbanistici, generali e di attuazione, nonché le loro varianti».
L’associazione ambientalista sottolinea che «l’obbligo di pubblicazione sul sito web istituzionale degli atti di governo del territorio è una condizione necessaria per l’acquisizione della loro efficacia».
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Il Cigno Verde isolano però fa anche presente che «il piano strutturale adottato a ridosso delle recenti elezioni comunali avrebbe dovuto essere parte del cosiddetto piano strutturale unico dell’Isola d’Elba al quale in realtà hanno aderito la metà del Comuni che, proprio per superare le polemiche nate con la presentazione dei precedenti otto piani strutturali che prevedevano una cementificazione massiccia e diffusa praticamente in tutta l’Isola, secondo quanto assicurato dall’allora assessore regionale all’urbanistica e dagli allora sindaci elbani, avrebbe dovuto essere redatto attraverso un percorso partecipativo del quale non esiste traccia e che si è risolto in un assoluto non coinvolgimento delle associazioni – tra le quali Legambiente – che avevano criticato l’opacità delle adozioni dei precedenti strumenti urbanistici».
Inoltre il piano strutturale adottato da una giunta comunale già “scaduta” è, secondo Legambiente, non conforme sotto vari ed importanti aspetti a quanto previsto dalla nuova legge urbanistica regionale approvata nell’ottobre 2014 dal consiglio regionale della Toscana ed al piano di indirizzo territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico approvato dal Consiglio Regionale della Toscana nel marzo 2015, ma le cui procedure erano già in itinere ed in fase avanzatissima al momento dell’adozione del piano strutturale del Comune di Portoferraio. «Sembra quasi che la frettolosa adozione pre-elettorale che è stata accompagnata da una strana successiva scomparsa di quasi tutta la documentazione urbanistica dal sito del Comune di Portoferraio - dicono da Legambiente - sia stata voluta per non incappare in quelli che si considerano i “vincoli” della nuova legge urbanistica e del piano paesaggistico che invece questa associazione considera notevoli e virtuosi passi in avanti».
Per questo Legambiente chiede di ripetere la pubblicazione della variante al piano strutturale del Comune di Portoferraio adottato nell'aprile 2014.
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