Proteste
«L’elisoccorso da solo non è la soluzione»
Lettera aperta di Mario Ferrari al presidente Rossi: «I trasferimenti sono troppi. Le fughe dall’ospedale elbano costano 8 milioni all’anno, sono da limitare»
PORTOFERRAIO. Restituire l’operatività all’ospedale di Portoferraio, limitando i trasferimenti in elicottero ai soli casi trattabili nei centri specializzati. Tutto questo anche per diminuire le fughe dall’ospedale di Portoferraio che pesano per circa 8 milioni di euro all’anno. È questa, in sintesi, la posizione del sindaco Mario Ferrari e del resto dell’amministrazione comunale portoferraiese sul tema della sanità, esplicitata in una lunga lettera aperta inviata al presidente Rossi. Ferrari replica ai concetti espressi dal governatore, nel corso del tour elettorale compiuto sull’isola.
La casistica. «Siamo d’accordo con Rossi – si legge nella lettera di Ferrari – quando dice che oggi, volendo riorganizzare un sistema sanitario, non si può più prescindere da un dato fondamentale in tema di sanità, la casistica. Concetto che non è legato al problema solo del risparmio, ma anche e soprattutto alla capacità di fare le cose, capacità che si acquisisce solo con il numero di interventi eseguiti. E noi infatti non le chiediamo personale sanitario addetto unicamente all’Elba per una casistica irrisoria, come ampiamente ci dimostrano i numeri relativi alle necessità otoiatriche, oculistiche, urologiche, sia per attività ambulatoriali, sia per tutto quello che può essere chirurgicamente programmato. E non le chiediamo unità operative complesse come cardiochirurgia, neurochirurgia o chirurgia toracica, o una ortopedia full time».
Elicottero abusato. Casistica limitata, più trasferimenti. Un teorema al quale, tuttavia, ci sono alcuni “però” che il sindaco aggiunge e che durante l’incontro con la comunità elbana non sono stati affrontati da Rossi. «Forse lei non sa – spiega Ferrari rivolgendosi al governatore – che all’Elba l’uso dell’elisoccorso non è esclusivo per le patologie che richiedono elevate specializzazioni, ma se ne richiede l’utilizzo anche per interventi che con un diversa organizzazione dovrebbero essere eseguiti in loco per due semplici ragioni: la prima è che si tratta di interventi che vengono regolarmente eseguiti in altri ospedali come Piombino e Cecina, che non sono certo centri di raccolta ad elevata specializzazione; la seconda, e ben più importante, è che, in riferimento a quella più volte citata sicurezza per la vita dei cittadini, si sono realizzati e si realizzeranno sempre ritardi nel trasferimento con aggravamento dello stato di salute e messa in pericolo della vita dei pazienti. Ben vengano dunque più piazzole per l’elisoccorso, ben venga l’elisoccorso H24 sul territorio elbano, si riattivi la reperibilità all’aeroporto della Pila che una maldestra gestione precedente aveva eliminato, ma faccia sì che questa non sia l’unica valida innovazione sanitaria per il nostro territorio».
La proposte. Ferrari chiede dunque al presidente Rossi tre impegni concreti. «Il servizio dell’emergenza urgenza sia territoriale sia ospedaliera che non sia affidato solo all’elisoccorso, ma sia in grado di affrontare i problemi chirurgici che attualmente gli elbani non cercano nei centri specialistici, bensì in ospedali periferici come Piombino. – attacca Ferrari – Se questa riqualificazione debba poi passare attraverso l’utilizzo delle risorse aziendali ha poca importanza».
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Il sindaco spiega come, ogni anno, escano dall’Elba 5 milioni di euro per interventi con drg minore di 1. La cifra sale a 8 milioni se si considerano spese di traghettazione, ristoro ed ore di lavoro perdute dai familiari dei pazienti. «Il secondo aspetto sul quale le chiediamo un impegno preciso – continua Ferrari – è proprio questo. Contrastare gli interessi lobbistici ed economici che spingono pazienti verso altri ospedali, e ridare al nostro ospedale quella potenzialità operativa che oggi gli elbani devono cercano altrove. Il terzo impegno è una maggiore attenzione per quelle fondamentali prestazioni che possono alleviare il disagio sanitario degli elbani, come le mancate viste specialistiche o esami diagnostici, per l’interruzione delle liste di prenotazione, come è accaduto in un recente passato, e come è tutt’oggi per la diagnostica gastroenterologica».
Tre impegni concreti che, spiega Ferrari, per adesso non hanno ottenuto risposte: «In questi mesi abbiamo inviato ripetute richieste ufficiali all’assessore della sanità Marroni per un incontro nel quale sollevare i problemi che le abbiamo ora evidenziato, di contro il silenzio più assoluto, silenzio che dà luogo all’idea di una scarsa considerazione».
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