Sicurezza
Bartalini e Lami candidati di Sì, Toscana a sinistra
Lui è un lavoratore metalmeccanico, lei è un’insegnante precaria Scendono in campo con la lista regionale guidata da Tommaso Fattori
PIOMBINO. Cinzia Bartalini e Massimo Lami sono i candidati piombinesi di Sì, Toscana a sinistra. Radici cristiane, insegnante precaria impegnata sul versante sociale, lei. Operaio ex Lucchini e militante Fiom, lui. Si sono presentati ufficialmente nella saletta della libreria La Fenice. Lavoro, cultura, diritti. Sono le parole più volte riecheggiate nell’incontro, introdotto da Michela Batistoni, segretario di Rifondazione, il partito che insieme a Sel, ad associazioni e movimenti, sostiene la lista regionale guidata da Tommaso Fattori.
«Massimo e Cinzia rappresentano due elementi importanti: il lavoro in tutti i suoi aspetti e la scuola pubblica che nella visione della lista ha un ruolo fondamentale e sulla quale si deve investire», ha spiegato Batistoni. Il nonno ucciso dai fascisti a Punta Falcone per aver sabotato le linee del telegrafo alla vigilia della Battaglia di Piombino, la gestione di un centro d’accoglienza, sono tra gli elementi che hanno insegnato a Cinzia Bartalini a leggere la storia dalla parte dei più deboli. «Sono le persone semplici che la fanno, la storia, giorno per giorno. Ho respirato questa aria. Candidarmi è stata una questione di radici ma anche di voler rompere l'indifferenza. Siamo sonnolenti, passa la storia e noi non reagiamo».
Per entrambi, la scelta della lista Sì, Toscana a sinistra è una conseguenza naturale delle proprie esperienze, legata anche alla figura di Tommaso Fattori, al suo impegno nel Social forum e nella battaglia per l’acqua pubblica e sui beni comuni. E’ qui che matura la volontà di dare un contributo anche in questo territorio. Lami, operaio, un’esperienza nella Rsu Lucchini, presente nel direttivo provinciale Fiom: «La scelta di candidarmi - ha detto - è un po’ una scommessa. Maurizio Landini, a Roma, ha detto che ognuno deve portare il suo secchio, che dobbiamo metterci in gioco. E io provo a farlo. In questo Primo maggio c'è stato poco da festeggiare, senza più articolo 18 e col jobs act che macina i diritti. L’accordo con Cevital? Un grande accordo anche se permangono criticità da superare».
Questione di scelte: per i due candidati, la Toscana ha le risorse necessarie per recuperare lo svantaggio delle fasce meno tutelate, per impedire che le lobby e le privatizzazioni colpiscano la sanità e i servizi, per rafforzare lo sviluppo in sintonia con l’ambiente e i beni culturali. Difendendo l’apparato produttivo che c’è. E poi, l’attacco alla politica degli annunci espressa da Enrico Rossi «dalla Concordia in poi». Una politica che in chiave locale attecchisce «con annunci di svolte epocali, di progetti mirabolanti in centrali ancora di dismettere».
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