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Bilancio, nulla di fatto e polemica

Luca Centini
La seduta del consiglio comunale
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La seduta del consiglio comunale

Portoferraio: decisione forzata per alcuni ritardi nell’accertamento straordinario dei residui attivi e passivi.
Marini: «Problemi comuni a tanti enti». La minoranza: «Situazione delicata, rischiamo il commissario»

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PORTOFERRAIO. Il bilancio consuntivo è pronto, ma la sua approvazione è stata rinviata. I conti sono in ordine, ma il Comune rischia di incorrere nelle procedure di commissariamento. E, infine, l’ente ha tempo fino al 20 maggio per completare il delicatissimo riaccertamento dei residui attivi e passivi, passo obbligato per poter dare l’ok al bilancio, ma si trova senza un dirigente di ruolo e senza un coordinatore dell’area finanziaria.
Tre paradossi, uno dietro l’altro, che sono emersi nel corso di un consiglio comunale convulso, con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo ma finito in un incartamento procedurale generale e con l’approvazione, nonostante le proteste della minoranza, dell’espressione di un mero parere positivo sul consuntivo, espresso con i soli voti della maggioranza, in attesa dell’approvazione formale a date da destinarsi (prima comunque del 20 maggio).


Tutto pronto ma... È stato il dirigente in staff del Comune di Portoferraio, non più titolare dell’incarico dallo scorso 1 ottobre 2014, a illustrare i contenuti del consuntivo. Tanto basta per rendere l’idea delle difficoltà organizzative che hanno accompagnato l’amministrazione Ferrari alla definizione del bilancio. Donati ha parlato di conti sostanzialmente in ordine, ha annunciato un avanzo di amministrazione pari a circa 637mila euro, ha citato alcune difficoltà riguardo alla comunicazione dei dati da parte delle società partecipate. E, soprattutto, Donati ha annunciato un taglio di oltre 500mila euro di risorse statali che, di conseguenza, rendono non proprio rosee le aspettative in vista del prossimo bilancio di previsione. Ma non sono i contenuti del bilancio a rappresentare il nucleo del problema, piuttosto i ritardi in alcune procedure che mettono a repentaglio la stessa approvazione del consuntivo.


In particolare il Comune di Portoferraio non ha compiuto il riaccertamento straordinartio dei residui attivi e passivi, un passo che il governo ritiene obbligatorio da quest’anno, con l’attivazione della nuova contabilità “armonizzata”. «Si tratta di una procedura delicata – ha spiegato Luca  Donati – non si può sbagliare, perché dal riaccertamento si creano le basi per i nuovi bilanci». Senza accertamento, insomma, non si va avanti. Ed ecco che l’amministrazione si trova davanti a un bivio: scegliere di rinviare l’approvazione del bilancio, in modo da non comprometterne la contestualità richiesta per legge con il riaccertamento straordinario (ma lo slittamento dell’approvazione oltre il 30 aprile può innescare le procedure di commissariamento) o, in alternativa, l’approvazione del consuntivo senza il necessario riaccertamento dei residui. Anche in questo caso il commissariamento è un rischio reale.
L’amministrazione, ascoltando il consiglio di Donati, ha scelto la prima opzione. Sia Alessia Del Torto che Cosetta Pellegrini hanno chiarito come, già dal 2011, si conoscesse l’obbligatorietà del riaccertamento straordinario. «È grave che il Comune non si sia trovato preparato». A rispondere ci ha pensato il vice sindaco Roberto Marini: «State speculando. Non si tratta di un problema di Portoferraio, ma interessa tantissimi Comuni italiani. Tanti no n hanno neanche approvato lo schema di bilancio».
Il paradosso. Solo uno slittamento, viene da pensare. Ma a preoccupare sono i tempi stretti con il quale il Comune deve fare i conti e la sue innegabili difficoltà organizzative. «La situazione è molto delicata – ha attaccato Antonella Giuzio – compiere il riaccertamento è un’operazione difficile e lunga. E il Comune non ha né un dirigente, né un coordinatore, in malattia da circa 50 giorni».
Donati, infatti, è stato messo in staff, il coordinatore d’area non c’è e il segretario Pinzuti che fino a pochi giorni fa aveva la responsabilità dell’area finanziaria ha comunicato in commissione bilancio la scelta di rimettere tutte le deleghe. Insomma il Comune che certo non avrebbe problemi di bilancio si trova in una situazione delicata dal punto di vista procedurale, tanto che è stato lo stesso Donati a mettere sul piatto le ipotesi di commissariamento.


Lo stallo. In questo quadro intricato si è aggiunto uno stallo procedurale mica da ridere.
La maggioranza, infatti, ha deciso comunque di votare una sorta di parere positivo al bilancio. Come? Approvando una «mozione trasformata in emendamento al dispositivo della delibera», ha spiegato Marini. Una proposta singolare, hanno obiettato dalla minoranza, visto che le mozioni si votano separatamente e, comunque, la delibera neanche l’avevano vista. In aperta contestazione («Non sapete le regole. E le regole si rispettano») i consiglieri di minoranza sono usciti senza votare. E la maggioranza ha votato il parere positivo a un bilancio che sarà approvato in data da destinarsi. Sperando che sia la volta buona.

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