La manifestazione
Epatite virale C: tra rischi e cure
PIOMBINO. Tanti ne hanno sentito parlare, ma pochi sanno di cosa si tratti e comunque non c’è alcun interesse a saperne di più, anche se spesso la salute stia andando a meraviglia. Ecco il punto....
PIOMBINO. Tanti ne hanno sentito parlare, ma pochi sanno di cosa si tratti e comunque non c’è alcun interesse a saperne di più, anche se spesso la salute stia andando a meraviglia. Ecco il punto. Quella malattia, indipendentemente dallo stile di vita, può colpire chiunque e senza alcun preavviso. Parliamo di Epatite virale C ( 70 mila casi stimati in Toscana, più di 700 morti l’anno). Chi ne soffra deve talvolta arrivare al trapianto di fegato . Si perché, a differenza delle forme A e B, non esiste il vaccino. Preoccupa soprattutto la scarsa percezione del rischio, come testimonia la Campagna d’informazione www.unamalattiaconlac.it, presentata al Ministero della Salute, promossa da AbbVie, con il patrocinio delle società scientifiche ed associazioni di pazienti , Aisf, Simit, EpaC. L’iniziativa è volta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’informazione, quale leva imprescindibile per la prevenzione. “Io non l’avro’ mai, perché non bevo alcool”. È una un’inquietante risposta. A provocarla è, invece, un virus. 6 italiani su 10 puntano il dito sulle trasfusioni. Non è vero, perché i donatori vengono specificatamente testati, come per l’Aids. Il 20% ritiene invece sia importante l’uso di aghi sterili, non condividere oggetti igienici personali ed adottare precauzioni in caso d’esposizione a sangue potenzialmente infetto. Appena il 13% considera utile prestare attenzione a fare piercing e tatuaggi, scegliendo Centri che rispettino adeguati livelli di sicurezza. Emerge, infine un preoccupante atteggiamento discriminatorio: “Chi ce l’avesse, dovrebbe dichiararlo pubblicamente – sostiene il 70% degli intervistati - così da evitare il contagio”.
Gian Ugo Berti
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