Il Tirreno

Ecco il polo per smantellare le navi

Impianti sul porto di Piombino (foto Paolo Barlettani)
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Impianti sul porto di Piombino (foto Paolo Barlettani)

Un investimento di 31 milioni per realizzare banchine e piazzali: grande opportunità per l’economia della zona

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PIOMBINO. L'Accordo di programma quadro per la disciplina degli interventi per la riqualificazione e riconversione del polo industriale di Piombino ha individuato quale direttrice di reindustralizzazione dell'area di Piombino «Il potenziamento delle attività portuali attraverso la creazione delle condizioni per l'avvio di un'attività di smantellamento delle navi, di manutenzione e refitting navale, anche mediante la realizzazione a carico di investitori privati di un adeguato bacino di galleggiamento e/o carenaggio galleggiante».

In seguito ad un'analisi delle infrastrutture del porto è stata individuata la zona in cui sviluppare questo tipo di attività adeguandola alla nuova esigenza. In particolare per consentire l'ormeggio e l'operatività al bacino galleggiante è necessario prevedere la realizzazione dei primi 150 metri della banchina nord della darsena nord e l'estensione dei dragaggi a quota meno 20 metri dello specchio acqueo antistante la banchina.

Inoltre, sempre per garantire l'operatività del cantiere è necessario ampliare le superfici del nuovo piazzale da consolidare e pavimentare oltre 30.000 mq così da raggiungere una superficie complessiva dei piazzali per lo svolgimento delle attività di demolizione e di refitting pari a 116.000 mq2.

Il costo totale delle opere infrastrutturali è di circa 20 milioni di euro mentre l'investimento complessivo da sostenere per il cantiere è di circa 31 milioni per un totale degli investimenti necessari di oltre 50 milioni di euro.

La copertura finanziaria della piattaforma è assicurata da un partenariato pubblico privato per il quale è già stato realizzato uno studio di fattibilità, che ha analizzato la fattibilità e sostenibilità economica e finanziaria; è stato infatti ipotizzato che, da una parte, l'Autorità Portuale realizzi le opere marittime (attraverso una richiesta di finanziamento al Ministero e oneri concessori della struttura) e dall'altra il concessionario realizzi l'impianto e recuperi l'investimento attraverso la gestione della struttura. Sarà una grande opportunità per Piombino, soprattutto in chiave occupazionale.

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