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Come cambierà il porto, intervista al commissario Guerrieri
"Diversificazione e futuro dell’area partono da qui". Tempi rispettati e attenzione all’ambiente. E oltre all’acciaio ecco “refitting”, turismo e agroalimentare
PIOMBINO. La rinascita di Piombino passa prima di tutto per il porto. E su questo ha scommesso tutto Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale che, ormai da anni, segue il progetto passo dopo passo.
Quanto è importante per l’economia piombinese l’investimento sul porto?
«L'esperienza di quest'ultimo anno ha dimostrato la reale importanza delle scelte di ampliamento e di investimento per il nuovo porto. Le prime consistenti realizzazioni e la fattibilità delle nuove banchine, piazzali e fondali hanno attirato l'attenzione di importanti investitori e creato le premesse per un rilancio delle attività portuali ed industriali messe a dura prova dalla crisi dello stabilimento Lucchini e dalla crisi economica generale. Così il nostro porto sta diventando molto più competitivo, attraente e importante. Va comunque detto che, se come Autorità Portuale siamo stati bravi ad attuare, tutto questo non si sarebbe potuto realizzare senza l'impegno di tutte le istituzioni, con gli Accordi di Programma, dal Comune alla Provincia, la Regione e il Governo con diversi ministeri, tra cui quello dei Trasporti, Ambiente e lo Sviluppo Economico».
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A che punto siete? I tempi sono rispettati?
«Siamo un caso esemplare, in quanto un'opera così complessa è stata attuata in tempi record fissati nella gara d'appalto. Il dragaggio lo abbiamo svolto 24 ore 24 e movimentando senza problemi ambientali un volume enorme, 3 milioni di metri cubi di sedimenti marini. Abbiamo avuto solo 2 mesi di ritardo per gli effetti delle mareggiate invernali che hanno colpito le strutture in corso d'opera e non difese. Inoltre, spesso vediamo che altrove il costo delle opere cresce in fase di realizzazione. Qui con i ribassi d'asta (circa 20 milioni) ci finanziamo altre opere rilevanti come l'allungamento del molo sopraflutto e parte dello svincolo stradale».
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Si va verso la diversificazione. Non più solo acciaio.
«Le nostre prospettive saranno in parte ancora legate all'acciaio, ma una parte non più marginale, persino maggioritaria sarà legata ad altre attività ambientali ed industriali. Penso alla demolizione ed al riciclaggio delle navi, al refitting ed a tutte le attività di filiera che possono svilupparsi o ai piani di Cevital dove solo l'agroalimentare (e c'è anche la logistica) può superare in tonnellaggio i traffici siderurgici o anche a General Electric che può dare un ritorno occupazionale ed aumentare il prestigio insediativo dell’area portuale ed industriale».
Anche molte imprese della zona si stanno interessando.
«Il porto può contribuire a fornire, per la parte logistica, quel supporto necessario per attuare molti dei progetti di sviluppo che alcune imprese del territorio hanno lanciato o essere comunque un valido riferimento per l'incremento della loro efficienza e competitività. È in questo senso che deve essere considerato l'interesse di società come Tenaris Dalmine, Altair Chimica, Nuova Solmine, Arcelor Mittal e Tioxide. La liberazione di aree da vecchi manufatti industriali accentuerà la loro competitività e le loro capacità logistiche».
E intanto arrivano le crociere...
«L'allungamento del molo foraneo sopraflutto crea le premesse per accogliere a partire dall'estate 2016 le prime navi da crociera. Già ci sono le prime prenotazioni e quindi noi e il territorio ci dobbiamo organizzare bene. Il messaggio che è stato lanciato nelle fiere mondiali più importanti è "Piombino : your chance to cruise Southern Tuscany" (Piombino, la vostra opportunità per le crociere nella Toscana meridionale). Piombino, la Val di Cornia, Massa Marittima fino a Siena, Montalcino, e così via sono mete nuove e suggestive che questo tipo di turista può scoprire ed apprezzare. Parlando del turismo non ci dobbiamo dimenticare delle isole cui diamo un servizio fondamentale. Al momento la crisi industriale ha assorbito ogni risorsa, ma una priorità resta il miglioramento dell'agibilità portuale e dell'accoglienza anche lì».
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Vi occupate anche di ambiente e spiagge.
«È dimostrato che il porto non ha dato né darà impatti negativi alle spiagge. Ma a titolo compensativo e come istituzione del territorio l'Autorità Portuale ha deciso di partecipare alle opere di ripristino e di difesa del litorale del Golfo di Follonica sottoscrivendo l'accordo con la Regione. L'attenzione all'ambiente prima e durante i lavori (e anche dopo) è stato forte, rispettoso di tutte le prescrizioni fornite dagli enti in sede di valutazione di impatto ambientale. I fondali sono stati bonificati dagli inquinanti, dagli ordigni bellici, la posidonia è stata trapiantata, le acque, l'aria ed il mare tutti monitorati».
Nasce anche un legame con l’entroterra. Fino al Nord-Est.
«L'accessibilità ed i collegamenti stradali e ferroviari devono essere migliorati ed i progetti sono stati messi in campo. Per la parte ferroviaria stiamo agendo insieme al porto di Livorno per collegarci corridoio Transeuropeo Scandinavo - Mediterraneo, unico ad alta capacità che ci collega con il Nord/Est Italia e l'Europa Centrale. La Grosseto - Siena è finalmente quasi tutta fatta, un'opera fondamentale che ci collegherà meglio con il mar Adriatico e che risulta fondamentale anche nel quadro dello sviluppo crocieristico».
Però manca la strada...
«Manca il prolungamento della SS 398: è un vero problema, che deve risolvere il Governo secondo gli impegni sottoscritti più volte. E mi auguro che succeda quanto prima. Nel frattempo le nuove opere portuali saranno collegate da viabilità interna allo stabilimento e dal collegamento fino al Gagno senza attraversare la città e che finanziamo in parte con i ribassi d'asta per 16 milioni e mezzo».
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Resta la riforma dei porti. Che succederà a Piombino?
«La riforma portuale è necessaria per aggiornare quella che è stata una buona legge, la 84/94. Ma non sappiamo ancora, in realtà, quale sarà la soluzione che verrà scelta. Mi auguro almeno due cose: che il coordinamento nazionale della ipotetica Agenzia centrale non svilisca i poteri di intervento e di governance delle future Autorità portuali, i cui poteri semmai vanno incrementati. D'altra parte mi auguro che la logica di sistema territoriale non vada oltre la Regione, dato che un cluster più ampio, ad esempio ligure e toscano, non potrebbe mai funzionare. Al contrario, il cluster toscano trarrebbe dalla logica cooperativa e di integrazione maggiore efficacia competitiva anche rispetto all'operare delle singole Autorità».
I TEMI DA APPROFONDIRE
1. Un polo per smantellare le navi
2. Dal 2016 arrivano anche le crociere
3 Aspettando la 398, ecco lo svincolo per evitare la città
4. Un progetto comune contro l'erosione della costa
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