Il Tirreno

Cevital, pronto il Piano industriale

di Cristiano Lozito
Cevital, pronto il Piano industriale

La settimana prossima la società algerina tornerà al Mise. Domani riparte il confronto tra azienda e sindacati sugli organici

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PIOMBINO. Il piano industriale della Cevital è pronto: lo riferiscono fonti sindacali secondo cui il documento che lo scorso 9 aprile al Mise l’allora viceministro Claudio De Vincenti aveva giudicato positivamente chiedendo però alla società algerina di dettagliare maggiormente investimenti e tempistiche d’intervento, è stato completato.

Secondo queste indiscrezioni non ci sono comunque novità sostanziali nell’impianto generale, che resta quello conosciuto, con i due forni elettrici (da avviare rispettivamente in 18 e 24 mesi) e il revamping dei laminatoi.

Quindi, dopo la firma del contratto, (attesa per la fine di maggio se la trattativa sindacale andrà a buon fine) via allo smantellamento e alla bonifica della vecchia area a caldo, per poter partire con l'impianto agroalimentare entro l'anno prossimo.

I sindacati contano che nel Piano ci siano impegni precisi anche sull’approvvigionamento dei semiprodotti, fondamentale per dare continuità ai laminatoi, e di conseguenza in grado di attivare il meccanismo che è alla base dei contratti di solidarietà.

In questo senso si continua a parlare di un possibile accordo con l’indiana Jindal, che alla base avrebbe una collaborazione in termini tecnici nell’avvio di un’acciaieria di Jsw in Oman.

Il Piano tornerà dunque all’esame del ministero dello Sviluppo economico nella settimana dal 4 all’11 maggio, cioè dopo l’incontro fissato per domani tra azienda e sindacati, in cui Fim, Fiom e Uilm si attendono segnali di apertura sulla questione degli organici.

Il sindacato chiede il massimo utilizzo degli ammortizzatori sociali, e impegni definiti (nei tempi e nei modi) sulla ricollocazione di tutti i dipendenti ex Lucchini.

Insomma, una soluzione che se non riporterà subito in fabbrica tutti i lavoratori (l’azienda è ferma sul numero di 1860 contro 2200) assicuri una prospettiva non affidata a generici impegni. Uno scoglio fin qui difficile da superare, col sempre più probabile coinvolgimento delle segreterie nazionali del sindacato, prima di affrontare un’altra questione delicata, quella degli accordi aziendali.

Una vicenda molto complicata per l’azzeramento deciso da Cevital delle precedenti intese tale da imporre la riscrittura completa degli accordi, che hanno un grande valore dal punto di vista dei diritti ma anche da quello strettamente economico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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