Gioco
Lutto allo Juventus Club «Era la sua passione»
PORTOFERRAIO. La sconfitta nel derby della Mole è passata in secondo piano. Allo Juventus Club Isola d’Elba le facce sono tristi. La morte di Riccardo Paoletti ha sconvolto la domenica dei tifosi...
PORTOFERRAIO. La sconfitta nel derby della Mole è passata in secondo piano. Allo Juventus Club Isola d’Elba le facce sono tristi. La morte di Riccardo Paoletti ha sconvolto la domenica dei tifosi bianconeri dell’isola. E non solo la loro. Come gli amici di una vita, i fan della Vecchia Signora speravano fino all’ultimo in una sua ripresa. Confidavano nel «miracolo» e aspettavano Ricky in sede per vedere la prossima partita. E ogni giorno non risparmiavano gli incitamenti virtuali via Facebook, per spronare il collega di fede a rimettersi in sesto e tornare alla sua solita vita. Purtroppo, però, il miracolo non è arrivato. Ricky, dal 18 aprile in condizioni gravissime a causa dell’incidente avvenuto durante il rally elbano, è morto ieri mattina all’ospedale di Cisanello, a Pisa, poco prima del fischio d’inizio del derby contro il Torino. Una partita che la Juventus non perdeva da vent’anni. In questa maledetta domenica, per ironia della sorte, le forze sono mancate anche a quei giocatori che Riccardo incitava domenica dopo domenica, spesso a Portoferraio insieme ai compagni dello Juventus Club. «È un dispiacere enorme – commenta Renzo Serena, il segretario del sodalizio bianconero – anche per la sua giovane età. Riccardo partecipava spesso alle nostre iniziative, è tesserato con noi da tre anni, da quando abbiamo fondato l’associazione non ha mai fatto mancare il suo contributo. Ricordo che l’ultima volta che mi ha pagato la quota ci siamo messi a chiacchierare del calciomercato e di come stavano giocando i nostri calciatori». Riccardo teneva tanto alla sua squadra del cuore. I suoi amici lo sapevano. Isabella, a poche ore dalla scomparsa, le ha dedicato il gol di Andrea Pirlo, la splendida punizione che ieri aveva provvisoriamente portato in vantaggio i bianconeri contro il Torino. «Un vero amico arriva subito, gli altri quando hanno tempo. Tu arrivavi subito». È così che l’ha poi ricordato sul popolare social network. Proprio la scorsa settimana la sua Juve, grazie al pareggio ottenuto a Monaco, ha passato i quarti di finale di Champions League e dopo 12 anni tornerà a disputare una semifinale. Alla vigilia della sfida, sempre Isabella, gli ha lasciato un messaggio sulla sua bacheca virtuale, ricordandogli della partita. «Bravo amico mio tira fuori le unghie campione. Dai che domani c’è la tua Juve, forza. Mica la posso commentare da sola, devi svegliarti. Ricky non ci puoi tenere così, svegliati e dicci che ci hai presi tutti in giro e volevi solo riposarti un po’. Dai: Dio solo sa quanto ti voglio bene. Svegliati ti prego, attendiamo tutti l’azzurro dei tuoi occhi». Questo traguardo Riccardo lo attendeva con impazienza e lo avrebbe voluto festeggiare per bene. Purtroppo, però, il destino glielo ha impedito visto che in quegli stessi giorni stava lottando fra la vita e la morte. Vittima della sua seconda passione: il rally. Lo sa bene il suo grande amico d’infanzia, Roberto Pratticò. «L’ho conosciuto proprio al parco chiuso – ricorda – e insieme siamo andati a vedere tante gare. Noi, la notte, infreddoliti sulla vespa. Con lui ho condiviso le prime esperienze della vita come la prima sigaretta o la prima volta in discoteca. Abbiamo assistito ai veri rally degli anni Ottanta ed è incredibile che lui sia morto proprio nell’ambito della sua passione». Le passioni per la Vecchia Signora e per i motori le condivideva con Armando Valenti, il massaggiatore dell’Audace e membro dello Juventus Club anch’egli coinvolto nel tragico sinistro di Norsi, per fortuna rimasto solo ferito. Sarebbe stata una concatenazione di tre eventi a spezzare la vita di Riccardo: un cedimento strutturale all’auto guidata da Alberto Spinetti, l’incredibile carambola scatenata dal guasto e il fatto che lui e Valenti, in quel preciso momento, si trovassero in una zona vietata agli spettatori, la stessa dove ha impattato la macchina con a bordo l’equipaggio elbano. L’incidente, tremendo e fatale, ha ucciso il 47enne padre di famiglia. Che ora, da lassù, in semifinale contro il Real Madrid tiferà la sua Juventus. Per raggiungere un altro traguardo.
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