Attenzione
Riforma delle Authority, calato il silenzio
Riforma arenata dopo le dimissioni del ministro. E il 5 maggio scade il mandato di Guerrieri
PIOMBINO. Doveva essere tutto pronto, ancora una volta. E invece siamo ancora in alto mare in tema di riforma delle Autorità portuali. Sembra una barzelletta, considerando cosa è avvenuto soprattutto negli ultimi mesi, con riunioni e vertici e trattative e meeting e convegni e minacce di barricate e compagnia bella. Saltato un ministro, cioè dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, tutto è stato rimesso in discussione.
O meglio: è calato il silenzio. Intanto a Piombino tra pochi giorni (il 5 maggio) scadrà ancora una volta il mandato di Luciano Guerrieri. Guerrieri di fatto guida l’Authority piombinese-elbana da dieci anni: nominato presidente nel settembre 2005, per due volte è rimasto al suo posto come commissario straordinario. Non è escluso che arrivi una nuova proroga, anche se lo stesso Guerrieri dice di non saperne niente: «E’ tutto fermo e non ho ricevuto alcuna comunicazione».
Neanche dal ministero siamo riusciti ancora a sapere qualcosa. E così siamo rimasti al famoso articolo 29 del decreto Sblocca Italia, con cui il Governo aveva ordinato alle Autorità portuali di inviare, entro il 12 dicembre dello scorso anno, gli interventi in corso o da intraprendere ai fini della redazione (entro sessanta giorni) del Piano strategico della portualità e della logistica. Sembrava che la riforma dovesse scattare lo scorso febbraio con il capitolo sugli accorpamenti delle Autorità portuali. E attraverso la forma del decreto legge.
E invece siamo ancora alla legge 84/94 mentre nel frattempo a Livorno proprio venerdì scorso a Livorno è scaduta la presidenza di Giuliano Gallanti. E il 5 maggio toccherà a Piombino. Guerrieri era stato anche indicato nella terna di candidati per Livorno. Ma potrebbe essere confermato, ancora una volta, come commissario di Piombino.
E la riforma? Il Governo a quanto sappiamo sta ancora valutando tre possibilità: ridurre le attuali 24 Ap a 14 o 15 in base ai porti “core” (principali) individuati dall’Ue, con un sistema toscano composto da Livorno, Piombino e Marina di Carrara. Oppure ridurle a sei-sette creando sistemi logistici più complessi, con Livorno capofila del sistema tirrenico (che comprenderebbe anche La Spezia). O infine lasciare le cose come stanno, riorganizzando solo i poteri e le competenze delle Ap. Ipotesi. Ma niente di concreto.
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